Dopo 5 anni di dubbi e ricerche, dal CERN arriva la conferma dell’esistenza dei ”neutrini” trasformisti, ossia capaci di cambiare identità.

Lo studio è stato condotto nei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn) ed il risultato ottenuto ha messo in discussione la teoria fisica del Modello Standard, secondo cui i neutrini non avrebbero massa. 

Con il termine neutrino si intende una particella subatomica elementare con carica elettrica nulla e massa ipotizzata nulla, dal Modello Standard, a causa delle sue debolissime e quasi nulle interazioni con la materia. É proprio questa ultima caratteristica della particella che viene messa in discussione dallo studio.

L’esperimento, denominato OPERA, è stato condotto da 140 fisici e da 26 Istituti di ricerca in 11 paesi e si è svolto facendo percorrere ad un gruppo di neutrini 730 chilometri. Tale gruppo è stato ottenuto attraverso l’incisione di un fascio di protoni su un bersaglio di grafite. Da questa collisione sono poi stati distinti due tipi di particelle pioni e kaoni, che successivamente decadono in neutrini di tipo mu. I neutrini sono stati indirizzati verso i laboratori del Gran Sasso, dove incontrano i rivelatori dell’esperimento OPERA. L’accuratezza e precisione dei microscopi completamente automatici hanno permesso la scansione delle tracce delle particelle, da cui si è riusciti a risalire alla presenze di cinque neutrini di tipo tau in un gruppo di neutrini di tipo mu. Questo supporta e dà conferma all’attuale modello dell’oscillazione dei neutrini e, di conseguenza, dimostra che i neutrini sono dotati di massa.

Concludendo,Giovanni De Lellis, professore dell’Università Federico II e dell’INFN di Napoli, a capo del team internazionale dell’esperimento OPERA, spiega : <<L’idea di questo esperimento venne alla fine degli anni novanta quando, osservando i neutrini prodotti dall’interazione dei raggi cosmici con l’atmosfera terrestre, si verificò che i neutrini di tipo mu erano in numero inferiore a quelli attesi, mentre quelli elettronici sembravano non variati apprezzabilmente: da qui l’ipotesi che esistesse una trasmutazione dal sapore mu al sapore tau>>.

 

Per approfondire: Le Scienze 

 

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