COME UTILIZZARE LO SHIATSU A SCOPO TERAPEUTICO

COME UTILIZZARE LO SHIATSU A SCOPO TERAPEUTICO

2019-03-14T09:14:25+00:00 13 Marzo 2019|

La tecnica del trattamento Shiatsu è parte della medicina complementare e, analogamente all’agopuntura, prevede l’utilizzo della pressione delle dita, delle mani e l’estensione dei muscoli, lungo i punti della medicina tradizionale cinese.

I benefici un trattamento Shiatsu possono essere innumerevoli, dalla ricerca scientifica emerge che lo Shiatsu sia particolarmente efficace nel ridurre il dolore e la nausea post-operatoria e, in misura minore, nel ridurre lo stress, mitigare gli stati ansiosi e alleviare i disturbi respiratori.  Con l’aumentare dell’età subentrano patologie di varie problematiche quali l’osteoporosi, l’Alzheimer, il Parkinson ed il diabete tra le più gravi ed importanti. A seguire sono alte anche le percentuali di persone che perdono o riducono le funzioni uditive e visive. Il processo naturale dell’invecchiamento comporta una riduzione della flessibilità delle articolazioni, dei muscoli, dei legamenti, dei tendini e del tessuto connettivo. Spesso gli anziani sono soggetti a dolore fisico continuo e/o difficoltà motorie che spesso causano in loro profondo disagio e non accettazione della loro condizione. Spesso il contatto fisico per loro viene riservato solo per terapie e assistenze mediche dovute alla loro condizione e molto poco per affetto.

Lo Shiatsu è un modo per lavorare sul corpo a scopo terapeutico, esercitando pressioni su determinate aree del corpo per ottenere la regressione dei disturbi e per riequilibrare il fluire dell’energia ricercando equilibri energetici che mirino alla base della malattia. Uno degli strumenti più importanti nel lavoro con gli anziani è la qualità del tocco. Essi hanno dei corpi che hanno vissuto a lungo, perciò spesso ossa fragili, articolazioni doloranti, limitazione nelle possibilità di movimento, a volte protesi del ginocchio o dell’anca.  E’ necessario quindi necessario usare un tocco profondo e delicato che non “preme” ma che stabilisce un contatto profondo con l’energia che fluisce nei meridiani e che risuona in tutto il loro corpo e in tutto il loro sistema energetico.

Recentemente nella ricerca scientifica si è visto che, nell’ambito della demenza, i trattamenti effettuati mediate tecniche shiatsu sono in grado di ridurre ampiamente comportamenti agitati e aggressivi portando ad un sensitivo miglioramento del sonno.  Nel dettaglio è stato condotto uno studio sulla capacità di percezione del dolore, su tre anziani (due donne e un uomo con l’età media di 80 anni), tutti affetti da malattia di Alzheimer di grado severo, con lievi sintomi dolorosi e disturbi del comportamento.

Il trattamento effettuato è stato un trattamento con durata di tre mesi durante i quali i soggetti sono stati sottoposti a sedute Shiatsu una volta a settimana per la durata circa di un’ora.  Sono state effettuate diverse misurazioni: al tempo zero, a un mese e a due mesi dall’avvio del trattamento, una misurazione al termine del trattamento e un follow up a due mesi dalla conclusione.

Quello che si evince da questo studio è che mediate i trattamenti shiatsu si è riscontrata una significativa riduzione dei sintomi dolorosi e dei disturbi del comportamento tra la misurazione effettuata prima del trattamento, e quella effettuata a distanza di due mesi.  In aggiunta i risultati sono stati mantenuti anche nel follow up in particolare per i sintomi del dolore che risultano notevolmente ridotti.

Lo shiatsu è riconosciuto come un potente aiuto per la salute del corpo e della mente, uno strumento di sostegno perché rafforza i sistemi di autoregolazione dell’organismo, aiuta la guarigione e stimola la vitalità. Il trattamento shiatsu dell’anziano consente di prevenire e di coadiuvare molte delle problematiche tipiche dovute a questa particolare fase della vita. Riequilibrando il flusso energetico si ottengono benefici a livello articolare, muscolare, cardio-circolatorio, respiratorio, migliora l’umore, si rinforza il sistema immunitario e tutto il corpo ha dei grandi benefici.

Fonte: Pubmed

Autore:

Biologa specializzata in Scienze molecolari, cellulari e fisiopatologiche