Crononutrizione: come le abitudini alimentari influenzano i nostri orologi biologici

Crononutrizione: come le abitudini alimentari influenzano i nostri orologi biologici

2018-07-30T16:27:25+00:00 25 giugno 2018|

crono nutrizioneSi ripete spesso che essere fuori sincrono con i nostri orologi biologici può mettere in pericolo la nostra salute. Questo vale anche per le nostri abitudini alimentari? “C’è un vecchio detto: fare colazione come un re, pranzare come un principe e cenare come un povero, e penso che ci sia del vero in questo“, afferma la dott.ssa Gerda Pot, docente di scienze nutrizionali al King’s College di Londra.

Alcuni scienziati sostengono che consumare il maggior numero di calorie durante la colazione ha effetti positivi sulla nostra salute. Un recente studio ha infatti dimostrato che le donne intente a dimagrire hanno raggiunto il proprio obiettivo grazie al consumo di calorie durante le prime ore della giornata. Mentre mangiare più tardi ha portato altre donne ad aumentare la propria massa corporea. Gli scienziati stanno cercando di dare un senso a questi risultati, studiando la crononutrizione, il legame esistente tra le nostre abitudini alimentari e gli orologi biologici che regolano il nostro corpo.

E tu, a che ora mangi?

Di solito si pensa all’orologio biologico come a quel qualcosa che regola il nostro sonno, ma non è solo questo. Ogni cellula del nostro corpo ha un orologio biologico che ci aiuta nelle attività quotidiane, dallo svegliarsi la mattina, al regolare la pressione sanguigna, la temperatura corporea e i livelli ormonali. Quello che gli esperti cercano di scoprire è se le nostre abitudini alimentari, compresi i pasti irregolari e il mangiare troppo tardi, possano influire negativamente sui nostri ritmi biologici. La dott.ssa Pot, studiosa della crono-nutrizione, sostiene che ognuno di noi ha un orologio biologico, secondo il quale in un periodo di 24 ore ogni processo metabolico ha un momento migliore in cui qualcosa dovrebbe accadere. Quindi ad esempio mangiare tanto la sera per il nostro metabolismo è sbagliato, perché il corpo si sta preparando ad andare a dormire. Il dott. Jonathan Johnston, studioso di cronobiologia e fisiologia integrativa all’Università del Surrey, sostiene che nonostante numerosi studi suggeriscano che i nostri corpi non riescano a metabolizzare il cibo la sera, il perché ciò accada non è ancora chiaro. Probabilmente, la causa potrebbe essere legata alla capacità del nostro corpo di consumare energia, cosa che risulta essere più alta nella ore diurne. Inoltre, capire il legame tra il momento in cui decidiamo di mangiare e la nostra salute è importante per aiutare ad affrontare il problema dell’obesità. Riuscire a dimostrare che per mantenersi in forma non è necessario cambiare così tanto ciò che si mangia, ma solo quando lo si mangia, aiuterebbe a migliorare la salute collettiva. I soggetti più a rischio sono quelli che svolgono lavori notturni, con ritmi che comportano orologi biologici disordinati. Alcuni studi sembrano indicare che anche per questi soggetti basterebbe ritardare o anticipare gli orari dei posti per ripristinare la corretta funzione del metabolismo.

Quindi, dovremmo mangiare tutti prima?

Secondo alcuni studiosi ci sono ancora tante domande a cui rispondere, come capire l’orario migliore in cui mangiare o evitare di mangiare. In che modo questi risultati si concilino con l’esistenza di diversi orologi biologici, soggetti mattinieri, nottambuli o una via di mezzo. Quali sono i cibi da evitare in determinati momenti. Il dott. Johnston e la dott.ssa Pot, come abbiamo visto, consigliano di consumare il maggior numero di calorie durante le prima parte della giornata. Mentre, più cauta è la prof.ssa Alexandra Johnstone, nutrizionista e studiosa della crono-nutrizione, la quale spera in una futura spiegazione più precisa e dettagliata, grazie alle prossime ricerche.

Fonte: BBC

Immagine: CheDonna