Perché in Italia il vaccino contro la Difterite è reperibile solo tramite l’Esavalente, e non singolarmente?
E per quale motivo il Rapporto Glaxo ad oggi risulta ancora ignorato?
A queste domande dovrà dare risposta la Procura di Torino che, a seguito di un esposto del Codacons, ha aperto un’inchiesta circa l’eventuale dannosità sulla salute umana del vaccino Esavalente, commercializzato in Italia.
Per adesso, nessuna ipotesi di reato, ma il Pubblico Ministero Vincenzo Pacileo dovrà approfondire diversi elementi, a partire da una Ricerca pubblicata in Gennaio su International Journal of Viccines, dove i due esperti di nanotecnologie, Dottoressa Antonietta Gatti e Dottor Stefano Montanari hanno esposto dati relativi ad esami di laboratorio secondo cui il campione analizzato, precedentemente sottoposto al vaccino Esavalente, presentava una contaminazione da micro e nanoparticelle. Occorre dunque capire fino in fondo se i citati elementi di contaminazione esitano davvero e, nel caso, come mai non fossero stati debitamente segnalati al Ministero della Salute ed all’AIFA-Agenzia Italiana del Farmaco. Gli elementi saranno oggetto di perizia.
Intanto, una serie di legittime domande e considerazioni sorgono spontanee in attesa di risposta:
la Difterite fa parte dei quattro vaccini obbligatori previsti dalla Legge Italiana, ma allora perché non è possibile trovare il vaccino singolo, ma solo in combinazione con gli altri cinque della Esavalente che, per altro è anche più costosa?
L’Esavalente comprende i quattro vaccini obbligatori
- antitetanica
- antipoliomelite tipo 1, 2 e 3
- antiepatite B
- antidifterica
ed altri due non obbligatori
- antipertosse
- haemophilus influezae tipo B
a questi ultimi due si finisce quindi col sottoporsi senza possibilità di scelta.
A tal proposito, ci si chiede anche come mai fino al 2014 il vaccino per la Difterite venisse prodotto in Danimanca, per poi passare ad una Società araba con stabilimenti produttivi in Malesia; l’Italia avrebbe dovuto demandare alle Regioni il compito di effettuare gli ordinativi del vaccino, con la supervisione dell’Istituto Superiore di Sanità. Eppure, caso strano, dal 2012 le ordinazioni per l’antidifterica si sono interrotte.
Ad oggi, l’antidifterica singola risulta irreperibile, e l’unica possibilità per il paziente è quella di ricorrere al ben più invasivo -e costoso- vaccino Esavalente.
Il secondo punto su cui la Procura di Torino è chiamata a far luce riguarda il Rapporto confidenziale “Glaxo” del 2011 che, finito per sbaglio in Rete, denunciava una serie di effetti collaterali legati alla vaccinazione in questione.
La GlaxoSmithKline è un colosso farmaceutico globale, con quotazione alle Borse di Londra e New York ed headquarter a Verona. Nel dossier “proibito” sarebbero elencate una serie di possibili reazioni avverse all’Esavalente, di cui alcune di tipo neurologico, compreso l’Autismo. Ebbene, nessuno si è preoccupato di approfondire realmente quanto fosse scritto nel Rapporto in questione, nonostante la nota Big-pharma abbia confermato l’autenticità del documento.
Dal canto suo, l’intento del Codacons non è quello di schierarsi contro le vaccinazioni, ma di ottenere chiarimenti da parte delle Istituzioni sul modo di comunicare con il paziente-persona.
Si è pronunciato in tal senso anche Carlo Rienzi, presidente del Codacons, ribadendo l’assoluta credibilità dei vaccini, senza però tralasciare la richiesta di una definitiva chiarezza rispetto a quanto sia realmente opportuno per la salute umana la somministrazione di sei vaccini, tutti insieme.
Ancora una volta, la trasparenza informativa rispetto alle reali conseguenze dei vaccini sembra essere fortemente mitigata dai palesi interessi economici in gioco.
Fonti: Codacons, Informasalus, Repubblica, La Stampa, Il Fatto Quotidiano