Nel 2002 il Ministero della Salute italiano definiva così gli ftalati: “Gli ftalati sono prodotti chimici che vengono aggiunti alle materie plastiche per migliorarne la flessibilità e la modellabilità. Sono sostanze tossiche per la riproduzione, soggette a restrizione europea: il loro utilizzo non è consentito a concentrazioni superiori allo 0,1%, né nei giocattoli, né negli articoli destinati all’infanzia; il motivo della restrizione è dovuto al pericolo di esposizione che può derivare dal masticare o succhiare per lunghi periodi di tempo oggetti che contengono ftalati”.
Oggi un recente studio americano condotto da Sheela Sathyanarayana, professoressa associata di pediatria presso la University of Washington School of Medicine e gli altri ricercatori del team, ha individuato come nell’alimentazione un bambino ci sia una presenza doppia di ftalati rispetto a quella consentita dall’ Environmental Protection Agency. La ricerca, pubblicata sulla rivista Envirnmental Health, definisce a rischio contaminazione la carne e alimenti derivati come il latte intero, la panna, oltre che le margarine e determinati oli da cucina che possono avere alte concentrazioni di queste sostanze dannose.
Anche in questo caso si conferma che una dieta ricca di frutta e verdura sia più sicura di una dieta ricca di carni e derivati animali che abbiamo visto essere ricche di ftalati.
Le cause della contaminazione sono da ricercarsi probabilmente nei materiale plastici che vengono in contatto con gli alimenti duranti la produzione e la conservazione come guanti, tubi di passaggio, pellicole trasparenti, contenitori in PVC etc.
Secondo gli studiosi è possibile apportare alcuni accorgimenti alle nostre abitudini quotidiane per preservare la nostra salute e quella dei più piccoli:
– consumare prodotti a basso contenuto di grassi
– aumentare il consumo di frutta e verdura fresche o congelate
– evitare cibi inscatolati
– ridurre al minimo l’uso di prodotti per la cura personale che contengono ftalati come le creme per il corpo, i fondotinta etc.
– prediligere l’uso di vetro, acciaio inossidabile, ceramica o legno per conservare alimenti invece di materie plastiche
– non versare liquidi caldi in contenitori plastici in policarbonato
– togliersi le scarpe prima di entrare in casa per evitare di introdurre polvere contaminata da sostanze chimiche
– pulire costantemente tappeti e davanzali.
Lo Studio
http://www.ehjournal.net/content/13/1/43