38 ricercatrici italiane sono state premiate dall’Osservatorio nazionale sulla salute della donna (Onda) per aver offerto un importante e corposo contributo alla ricerca e l’innovazione nel settore biomedico. “Top Italian Women Scientists 2016” è il nome del censimento che vede riunire tutte le eccellenze italiane che hanno contribuito in maniera determinante allo sviluppo e alla crescita in ambito scientifico, cercando così di approcciare numerose giovani a questo mondo che fino ad oggi ha visto una sostanziosa presenza maschile.
Il contributo che queste donne hanno apportato viene misurato attraverso l’H-index, che valuta in simultanea sia il loro impatto scientifico che la loro produttività; il tutto senza tralasciare la costanza e la durata nel corso del tempo, che si misura grazie al numero di citazioni per ciascuna pubblicazione.
I dati pubblicati dall’Istituto di ricerca sulla popolazione e sulle politiche sociali del Cnr mettono in risalto come la presenza di quote rosa nella ricerca italiana, in particolar modo nelle posizioni più importanti e meglio retribuite, sia ancora molto bassa se paragonata ad altri Paesi.
All’inizio della carriera lavorativa, si assiste ad una reale parità tra i due sessi; salendo di grado, il numero delle donne comincia radicalmente a diminuire: basti pensare al fatto che solo nel 17% dei casi le figure femminili riescono a raggiungere le posizione più elevate e di spicco in questo settore.
Quello che ha voluto sottolineare Onda è proprio la dedizione, la passione e la tenacia con cui queste giovani donne si impegnano quotidianamente nella biomedicina, ottenendo risultati notevoli e di grande impatto. Il loro contributo nell’evoluzione e nei progressi della scienza viene giudicato fondamentale e di pari livello a quello maschile tanto da rappresentare sin da ora un bel punto di riferimento per i giovani ricercatori.
La fonte: La Repubblica