Il 3 Maggio, in occasione del Terzo Congresso Mondiale di Medicina Integrativa tenutosi a Berlino, il Direttore Nazionale della Scuola di Omeopatia, Fitoterapia e Bioterapie SMB Italia Gianfranco Trapani ha presentato il progetto italiano per la definizione delle linee guida relative all’intervento di Osteopatia Pediatrica.
Lo studio è stato coordinato dall’Istituto autorizzato per la formazione degli Osteopati IEMO di Genova, ed ha visto la partecipazione del Gruppo di Studio di Medicine Complementari della Società Italiana di Pediatria GSM-SIP e del Dottor Francesco Cerritelli, Direttore del Center for Osteophatic Medicine Collaboration.
L’osteopatia è stata presentata come medicina tradizionale e non invasiva, dove tecniche mirate di valutazione consentono di identificare disfunzioni somatiche presso specifici segmenti del corpo a ridotta mobilità fisiologica.
Ad emergere, l’eccellenza interprofessionale italiana rispetto ai sistemi di cura integrativi e complementari.
A Berlino è stato dunque proposto un approccio di tipo sistemico non strettamente focalizzato sui soli sintomi del problema: il trattamento manipolativo osteopatico (TMO) deve invero permettere di identificare l’eziopatogenesi delle disfunzioni e delle loro correlazioni, consentendo di stimolare la capacità intrinseca di auto-regolazione dell’organismo, al fine di consentire il ripristino di un corretto stato di salute.
Il ruolo degli Operatori sarà centrale, vincolato ad una preventiva formazione specifica non inferiore a quattro anni di frequenza post-secondaria, articolata in 4500 ore di lezioni frontali e 1000 ore di tirocinio.
Allineandosi al resto dell’Europa, la regolamentazione dell’osteopatia in Italia non sarà più figlia di una normativa generica che mira semplicemente a regolarizzare pseudo professionisti, bensì si passerà da un’autoreferenzialità ad una formazione supervisionata a livello Nazionale.
Ingrandiamo l’obiettivo e spostiamoci a Roma dove, presso l’area CLINICAM della scuola EDUCAM, la formazione osteopatica partirà addirittura dal tirocinio, entrando dolcemente nei reparti neonatali.
Nasce il progetto “Osteopatia in Culla”, dedicato ai bambini da 0 a 16 settimane ed incentrato su salute, prevenzione e, come si diceva a Berlino, complementarietà. Ma soprattutto: empatia.
Immaginiamo 40 tirocinanti che svolgono una delicata esperienza in Osteopatia Pediatrica a diretto contatto con il piccolo ed i suoi genitori, pensiamo a quanta umanità potranno sviluppare prendendo un neonato tra le braccia, in un iter di 640 ore di formazione.
A Berlino si è parlato di interdisciplinarità: ebbene, il progetto nato a Roma consente al tirocinante di interfacciarsi con otto Tutor, una Psicologa, tre Esperti di Metodologia della Ricerca, tre Supervisori delle Professioni Sanitarie, nonché famiglie e bimbi con i rispettivi Pediatri.
Le medicine si incontrano e camminano insieme a favore dei più piccoli, coinvolgendo Neurochirurgia Pediatrica ed Osteopatia.
Portavoce del progetto, il Professor Francesco Velardi, Neurochirurgo Pediatrico, il Dottor Marco Lainieri, Tecnico Ortopedico ed il Dottor Paolo Zavardella, Direttore della Scuola di Osteopatia EDUCAM S.O.I., Presidente ed Amministratore del Centro Clinico C.R.O.M.O.N. di Roma, nonché Relatore presso il Congresso MEDCAM da diversi anni.
Casi pratici di applicazione? Sempre più frequenti: basti pensare ad un parto complicato, dove magari è stato necessario l’utilizzo di un forcipe; ebbene, la testa del neonato potrebbe non recuperare del tutto la distorsione, con conseguenti differenze di funzionalità che porterebbero a sonno agitato e coliche.
Pensiamo ora ad un trattamento osteopatico abile e dolce, intrapreso ad un Osteopata con formazione documentata: una prima osservazione generale del neonato mediante test di sicurezza e di eleggibilità all’OMT, per poi proseguire con la palpazione percettiva, rilevando le disarmonie funzionali e le disfunzioni somatiche.
Concentriamoci adesso su un’ultima immagine decisamente piacevole: un neonato che trova conforto nel succhiare il dito dell’Osteopata quasi come fosse il seno materno, grazie ad un input di armonizzazione indirizzato al cranio del bambino a partire dal palato, nella più assoluta tranquillità.
Andrew Taylor Still, fondatore dell’osteopatia, immaginava l’auto-guarigione come meta ultima della disciplina.
Puntando sulla formazione qualificata degli Operatori, sulla multidisciplinarità e su un approccio dedicato anche ai più piccoli, si potrebbe tingere questo percorso di risvolti ancora migliori.
Fonti: Quotidiano Sanità, Tuttosteopatia