La causa dei picchi di ansia in età adolescenziale è dovuta alla mutazione di une gene coinvolto nello smaltimento degli endocannabinoidi, lipidi necessari per modulare l’eccitabilità dei neuroni.
Ad affermarlo è uno studio pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences e condotto da un pool di esperti della Cornell University di New York, sotto la guida di Dylan Gee. Si tratta di una ricerca fondamentale ed importante perché va ad aggiungere scoperte e pezzi mancanti all’insieme delle informazioni riguardanti l’influenza genetica sui disturbi della psiche.
Come tutti sappiamo, l’adolescenza è un periodo particolare della vita, in cui si manifesta il maggior numero di problemi psichiatrici in contemporanea con un rinnovamento neurocerebrale.
Questa correlazione riguarda in particolar modo i disturbi legati all’ansia e l’alterazione degli endocannabinoidi, neuromediatori lipidici che variano e regolano l’eccitabilità dei neuroni andando ad agire su ricettori omonimi. Si crea una vera e propria catena, in quanto su questi ricettori agiranno a loro volta i fitocannabinoidi, che non sono altro che le sostanze attive presenti nella cannabis, e i cannabinoidi di sintesi, prodotti in laboratorio proprio per ragioni terapeutiche.
Quello che ci si chiede è qual è il ruolo della genetica nella manifestazione dei disturbi legati all’ansia? Per analizzare la situazione nel dettaglio, gli scienziati, tramite la risonanza magnetica a diffusione, hanno misurato in 1058 soggetti, di età compresa tra i 3 ed i 21 anni, la connessione tra la corteccia prefrontale e le strutture limbiche (le due zone cerebrali coinvolte nei problemi di ansia). Se la prima viene considerata la responsabile del proprio atteggiamento verso la società e della propria espressività, la seconda è la sede delle emozioni, della memoria a breve termine e dell’elaborazione delle percezioni olfattive. Tramite i risultati della risonanza magnetica, si è scoperto che gli individuo con una presenza maggiore di endocannabinoidi, presentavano una relazione delle due aree cerebrali molto più evidenziata e dichiaravano di soffrire maggiormente di ansia, anche se dopo i 12 anni di età. Quindi, si tratta di un fattore genetico che si manifesta solamente durante l’età adolescenziale e che contribuisce al manifestarsi di disturbi dell’ansia in determinati soggetti. Ricerca di straordinaria importanza poiché rappresenta uno step rilevante per migliorare e perfezionare i trattamenti di questa tipologia di problematica.
La fonte: Le Scienze