ANTIBIOTICORESISTENZA-ONU-TSUNAMIDurante l’ultima Assemblea delle Nazioni Unite, il Direttore generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) Margaret Chan, ha definito l’antibiotico-resistenza un lento tsunami per la salute pubblica; a tal proposito, i 193 paesi membri hanno firmato di comune accordo un documento congiunto, articolato in 15 punti, con il fine di sviluppare dei piani nazionali che portino ad una riduzione dell’impiego dei farmaci antibiotici nelle aziende agricole, allo sviluppo di nuove tipologie di farmaci e alla formazione tanto del paziente quanto del personale sanitario, così da incentivare un consumo più moderato e responsabile dei medicinali.

Come se ciò non bastasse, per comprendere la portata e l’importanza che la questione inizia ad assumere (fortunatamente!), è stato istituito un organo di controllo e coordinamento che si riunirà nel settembre del 2018 per controllare i cambiamenti ed i progressi che si sono realizzati nel corso dei 2 anni, monitorando costantemente la situazione.
L’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco, rimarca la gravità della situazione e le conseguenze importanti che si stanno avendo già da ora tra la popolazione; basti pensare che in numerose aree dell’Africa si sta iniziando a diffondere un’epidemia di tifo multiresistente, così come in ben 105 Paesi si sono riscontrate forme di tubercolosi che non si riescono a debellare con i farmaci. Senza contare gli oltre 200mila neonati che tutti gli anni muoiono a causa dei super-batteri. Dati allarmanti e seriamente preoccupanti che non si possono più ignorare, soprattutto a seguito della previsione del governo britannico, secondo cui se oggigiorno sono ben 700mila le persone che muoiono di tubercolosi, sepsi e altre patologie a causa dell’antibiotico-resistenza, nel 2050 le cifre raggiungeranno i 10milioni. E allora, in quel caso, la situazione sarà davvero sfuggita di mano.

La fonte: InformaSalus

 

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