neonato-mani-698x478Uno studio, condotto dai ricercatori  dell’Unità di Cura Intensiva Neonatale del  Beth Israel Medical Center, dall’Istituto Wyss di Ingegneria biologica presso l’Università di Harvard e da un pool di esperti dell‘Università del Massachusetts, rivela che, tramite la stimolazione della risonanza stocastica (terapia basata sulla vibrazione), si possono curare, con esiti positivi, i bambini nati prematuramente che presentano crisi di apnea, caratterizzata da una respirazione con frequenti interruzioni, dalla bradicardia (rallentamento della frequenza cardiaca) e dalla desaturazione dell’ossigeno (diminuzione dei livelli d’ossigeno).

Pubblicato sulla rivista Pediatrics, la ricerca dimostra come i casi di apnea negli infanti diminuiscano drasticamente (circa la metà) se questi vengono posizionati su degli speciali materassi che provocano una vibrazione rilassante e calmante, simile all’effetto di un leggero massaggio, ad intervalli regolari di trenta minuti nel corso di tre, quattro ore.
Vincent Smith, professore di pediatria della Harvard Medical School e direttore associato dell’Unità di Cura Intensiva Neonatale al Beth Israel Center, senza troppi giri di parole, afferma che si tratta di un semplicissimo intervento che può fare una grande differenza per la salute clinica dei bambini prematuri.

I sistemi nervosi dei bambini nati in maniera prematura, prima delle 37 settimane di gestazione, sono evidentemente sottosviluppati e questa caratteristica li porta a sperimentare periodi di apnea durante i quali essi smettono brevemente di respirare o non respirano in maniera abbastanza profonda. Questi infanti, solitamente, manifestano bassi livelli di ossigeno nel proprio organismo ed un battito cardiaco molto rallentato. Generalmente, i medici, per tenere sotto stretto controllo questi sintomi, curano i prematuri con la caffeina o con del sostegno respiratorio. Si tratta di trattamenti efficaci ed ampiamente utilizzati ma che non risolvono completamente il problema. Pertanto gli studiosi hanno condotto diversi test su ben 36 bambini nati prematuramente al Beth Israel Medical Center che mostravano avere bassi livelli di ossigeno nel sangue ed un battito cardiaco rallentato, senza alcun supporto per la respirazione.

I ricercatori hanno inserito all’interno delle culle dei neonati questi materassini speciali che gli procuravano una stimolazione basata sulla vibrazione ad intervalli di trenta minuti, in sessioni che andavano dalle tre alle quattro ore. Il tutto monitorando il loro battito cardiaco, il loro ritmo respiratorio ed i livelli di saturazione dell’ossigeno.
Smith, alla luce di quanto dimostrato, afferma per l’appunto che la stimolazione della risonanza stocastica è stata di gran successo e che i risultati dei test comprovano che si tratta di un approccio non invasivo e sicuro che può rappresentare una valida opzione di cura integrativa per i bambini prematuri.

La fonte: Harvard Medical School

 

<<TORNA A TUTTE LE NEWS