aspirina-cancroL’uso regolare dell’aspirina riduce il rischio di ammalarsi di cancro: a rivelarlo, uno studio durato ben 32 anni, condotto dai ricercatori della Harvard Medical School al General Hospital di Boston. In particolare, prendere l’aspirina due volte alla settimana, per un periodo complessivo di sei anni, sembra proteggere l’individuo da tumori gastrointestinali e del colon retto.
La scoperta, pubblicata su JAMA Oncology, afferma che l’uso dell’aspirina può essere complementare ma non può di certo sostituire i benefici preventivi della colonscopia o di altri metodi di screening del cancro.

Andrew Chan, professore associato di medicina alla Harvard Medical School e coautore dello studio, afferma che si può tranquillamente consigliare di prendere l’aspirina per ridurre il rischio di ammalarsi di cancro al colon retto, in particolar modo a coloro che prendono l’acido acetilsalicilico già per altre ragioni, come per esempio la prevenzione delle malattie cardiache. Quello che però non si può fare è una raccomandazione universale per la prevenzione del cancro in generale. Non sono ancora a quel punto. Questo perché numerosi studi hanno comprovato gli effetti positivi di un regolare uso dell’aspirina sulla prevenzione del cancro al colon retto, ma non hanno invece spiegato chiaramente quali effetti possono verificarsi nel caso non specifico. Per investigare a fondo la questione, il team di ricerca ha analizzato i dati raccolti nel corso di 32 anni riguardanti i 136 000 partecipanti allo studio. La scoperta che hanno fatto è eloquente: coloro che fanno un uso regolare delle aspirine presentano una diminuzione del 3% nella probabilità di contrarre il cancro, ad esclusione di alcuni tra i tumori più diffusi, come quello alla prostata, al senso ed ai polmoni. I numeri, logicamente, aumentano se si parla del tumore al tratto gastrointestinale (15% in meno in caso di assunzione di acido acetilsalicilico) e al colon retto (calo del 19%).
I medici, però, ci tengono a sottolineare come l’assunzione regolare dell’aspirina abbia al contempo dei possibili effetti collaterali che non vanno assolutamente sottovalutati, tra i quali i più comuni sono i problemi legati alla coagulazione del sangue. Si ritiene pertanto opportuno parlare direttamente con i propri medici di famiglia, specie se ci sono dei fattori di rischio genetici, prima di assumere il medicinale per la prevenzione dei tumori gastrointestinali e, soprattutto, continuare a fare i vari test di screening, previsti per questo tipo di patologie, che non sono in alcun modo sostituibili.

La fonte: Harvard Medical School

 

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