medici-case-farmaceutiche-corruzioneA quanto sembra, nulla è disinteressato quando si parla di salute pubblica. A rivelarlo, un’indagine condotta da un pool di ricercatori dell’Università della California, a San Francisco, e pubblicata su una delle più importanti riviste del settore, Jama: determinati omaggi offerti da case farmaceutiche sembrano incentivare i medici a prescrivere farmaci dal costo particolarmente elevato e appartenenti alle aziende stesse, a discapito dei farmaci generici. Questi omaggi si identificano in pranzi gratuiti, un offerta che risulta a prima vista del tutto innocua ma che se si decide di quantificarne gli effetti, è tutto fuorché insignificante.

I ricercatori hanno analizzato il comportamento di ben 280mila medici cardiologi davanti alla scelta tra 4 farmaci che sono presenti nel mercato farmaceutico sia come generici che come specialità di marca. Quello che è emerso probabilmente non sarà nuovo ai più, ma sicuramente fa riflettere: le cifre parlano chiaro e la relazione tra i benefici ricevuti dei medici e la scelta del medicinale di marca è quanto mai vera. Ben 60mila dottori hanno ricevuto qualcosa in cambio della prescrizione del farmaco della specifica ditta farmaceutica. Un pranzo dal valore di 20 dollari circa.
I dottori che hanno accettato l’offerta del pranzo gratis hanno prescritto maggiormente il farmaco della casa produttrice da cui hanno ricevuto il beneficio. Ovviamente il Direttore di Jama, Robert Steinbrook,  invita a non trarre conclusioni affrettate e a pensare che probabilmente un medico avrà un interesse maggiore a partecipare a meeting che siano dedicati ai farmaci che di per sé suscitano in lui un interesse più reale piuttosto che incontrare aziende produttrici di farmaci che non soddisfano le sue richieste. I dati, però, dimostrano l’esistenza di un problema, soprattutto nel settore cardiologico.

La fonte: InformaSalus

 

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