L’esposizione di bambini e neonati a sostanze chimiche comporta effetti negativi sia sulla loro crescita personale che sul loro cervello. Ad affermarlo, i ricercatori della Simon Fraser University, guidati dal Dott. Bruce Lanphear.
Il pool di esperti ha girato un video, intitolato “Le piccole cose contano” dove spiegano, con minuziosità di dettagli, che anche una minima esposizione di sostanza tossiche può comportare un rallentamento nello sviluppo neurologico e cerebrale del bambino, procurandogli lesioni di rilevante importanza.
In particolar modo, il Dott. Lanphear ha studio l’effetto delle tossine ambientali, come il mercurio, il piombo, i pesticidi e via dicendo, sia durante i primi anni di vita che durante la gravidanza.
Nel video si narra proprio il modo in cui anche piccole (molto spesso giudicate insignificanti) quantità di sostanze chimiche nocive possano influenzare in maniera del tutto negativa il quoziente intellettivo del bambino (in particolar modo fino ai primi 5 anni di vita), causandogli problemi nell’apprendimento e nelle relazioni interpersonali. Gli esperti si concentrano con specifica attenzione sui ritardanti di fiamma, che tendono a disperdersi nell’ambiente, venendo così assorbiti in maniera non conscia dalle persone.
Ciò che emerge è che il punto del Q.I. È strettamente correlato con l’esposizione precoce alle tossine; il quoziente intellettivo di un bambino che viene classificato nella media è compreso tra 85 e 115. Poi ci sono quei bambini che vengono considerati particolarmente intelligenti e dotati e raggiungono un punteggio di 130. Gli altri bambini, che manifestano un ritardo nell’apprendimento e nelle relazioni, presentano un punteggio che raggiunge anche i 70. I vari test hanno dimostrato che, quando le donne in dolce attesa assorbono quantità abbastanza consistenti di ritardanti di fiamma, le skill intellettive e cerebrali dei loro bimbi diminuiscono. Si tratta di un rapporto inversamente proporzionale. Il piombo procura danni similari e la cosa che fa riflettere è che i dati ci riportano che nel 100% delle dono sono state trovate tracce di questa sostanza.
Gli studi che comprovano la relazione tra Q.I. e basse quantità di sostanze chimiche persistenti e metalli pesanti come il mercurio ed il piombo a livello corporeo. Si tratta di tossine che incontriamo tutti i giorni nella nostra quotidianità pertanto dobbiamo iniziare a prendere sul serio il problema, senza sottovalutarlo come abbiamo fatto sino ad ora.
Le cose da fare per tutelare maggiormente i nostri bambini sono tante ed alcune si rivelano estremamtne semplici, come pulire spesso le superfici della casa per evitare che rimangano residui chimici nocivi, comprare cibo biologico, non usare pesticidi all’interno delle mura domestiche, controllare con costanza i livelli di piombo e così via.
La fonte: InformaSalus.it