killer-fungus-fungo-candida-aurisUn nuovo fungo, il Candida auris, isolato per la prima volta nel 2009 in terra giapponese, si sta diffondendo sempre di più in tutto il mondo, provocando un vero e proprio allarme rosso nei vari ospedali dell’Unione Europea e degli USA dove sembra che il fungo sia “migrato” causando diverse epidemie. Questo perché dai vari test è risultato estremamente contagioso e soprattutto in diversi casi mortale, specie se i pazienti in questione sono particolarmente deboli e fragili.

L’allarme è stato lanciato dai Centers for Disease Control(CDC) americani e, dopo l’allerta riguardante l’antibiotico-resistenza ed i super batteri capaci di resistere a qualsiasi tipo di farmaco, l’attenzione sembra spostarsi verso i negletti funghi. Solo 5 mesi fa, le istituzioni sanitarie degli USA invitavano i vari dirigenti e medici ospedalieri a prestare molta attenzione alle infezioni da Candida auris perché resistenti ai vari anti-fungini e soprattutto letali. 13 casi sono stati registrati nel continente americano e nei primi pazienti colpiti, ben 4 non sono riusciti a sopravvivere (le loro condizioni erano però aggravate dalla presenza di altre gravi patologie).
I fattori di rischio possono identificarsi in interventi chirurgici effettuati di recente, uso di antibiotici e antimicotici, utilizzo di cateteri venosi centrali; le probabilità che venga confusa con la più comune Candida sono numerose, sebbene questa infezione sia decisamente più pericolosa e debba essere contrastata nell’immediato.
Candida auris ha toccato ben 4 continenti ed è stata isolata in circa una dozzina di stati; la maggioranza dei ceppi risulta resistente al fluconazolo, un altro all’amfotericina B ed un altro ancora persino a quelle che rappresentano l’ultima scoperta per la lotta ai funghi, le echinocandine. Ci sono persino paesi in cui sono stati isolati casi in grado di resistere a tutte tre e tipologie di antimicotici, generando molte preoccupazioni tra gli esperti del settore. La facilità con cui il Candida auris si diffonde non fa altro che incrementare queste paure.
È assolutamente d’obbligo mettere in atto i primi test di laboratorio e sviluppare delle strategie terapeutiche alternative che permettano di combattere un fungo oramai resistente ai vari anti-micotici. Prioritaria però è una maggiore severità ed un maggior rigore nelle misure degli Standard and Contact Precautions, così da porre rimedio alla diffusione nelle aree ospdaliere mediante un’accurata pulizia delle stanze sia durante la degenza che dopo il ricovero del paziente affetto da Candida auris.

La fonte: Quotidiano Sanità

 

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