cane-comprende-il-linguaggio-umanoI cani sono in grado di distinguere e riconoscere le parole pronunciate dall’essere umano attraverso l’intonazione ed il ritmo con cui vengono dette; la modalità di riconoscimento sembra essere estremamente analoga a quella adottata dall’uomo per comprendere i suoi simili.
Le aree cerebrali che si attivano quando ascoltano frasi e parole sono le stesse che utilizza l’essere umano quando parla e ascolta; si tratta di un’abilità ottenuta con il passare del tempo e con l’evoluzione, da quando gli uomini hanno iniziato ad addomesticare ed addestrare gli animali a quattro zampe. Ecco che i cani comprendono più di quanto noi pensiamo e più di quanto era stato ipotizzato sino ad ora.

Lo rivela uno studio condotto dall’Università di Budapest Loránd Eötvös e i cui risultati verranno pubblicati su una famosissima rivista del settore, Science; risultati che daranno vita a numerosi discussioni e che rappresenteranno una base solida per ulteriori ricerche in materia.
Questo studio ha fatto discutere e non poco gli studiosi del comportamento animale perché, nonostante le più che riconosciute e solide basi della ricerca, questa ha preso in esame un numero esiguo di cani e ciò, a detta di alcuni esperti, non permetterebbe di accertarne l’affidabilità. C’è da dire che sono in molti, invece, a pensarla diversamente.
Attila Andics, autore dello studio, afferma che la comprensione del linguaggio non è una peculiarità prettamente umana bensì si tratta di una funzione molto datata che permette di collegare a determinati fonemi un significato specifico (principio già ampiamente discusso e approfondito nella linguistica moderna di Ferdinand de Saussurre). Ciò che veicola l’informazione, però, non è solo la parola ma anche il tono della voce e l’intonazione che viene utilizzata: sia i cani che le persone comprendono il significato di ciò che viene detto tramite il vocabolario e l’intonazione, la giusta fusione tra i due elementi.
Lo studio è stato condotto su 13 cani appartenenti a razze differenti: pastore tedesco, golden retriever, border collie e cane nudo cinese; i ricercatori hanno fatto sentire agli animali a quattro zampe alcune registrazioni vocali dei loro padroni in cui venivano pronunciati comandi diversi con intonazioni differenti. Nel mentre, i quadrupedi venivano sottoposti alla tecnica per nulla invasiva della risonanza magnetica, così da monitorare la loro attività cerebrale in base agli stimoli esterni ricevuti. I dati emersi non lasciano spazio a molti dubbi: i cani utilizzano l’emisfero sinistro del cervello per l’interpretazione del vocabolario mentre attivano il destro per la comprensione delle diverse intonazioni (non il senso delle parole), legate quindi alle informazioni più emozionali.
I cani, pertanto, tengono conto sia di quello che diciamo espressamente che del modo in cui lo pronunciamo, combinando le informazioni in un unico processo.

La fonte: Nature

 

<<TORNA A TUTTE LE NEWS