Molto presto sarà possibile stampare in 3D cartilagine di ricambio per la sostituzione di tessuti rovinati; a rivelarlo, uno studio condotto da un pool di scienziati della Pennsylvania University e pubblicato su una rinomata rivista del settore, Scientific Reports. Secondo il team di esperti, la stampa 3D permetterebbe di creare un tessuto di cartilagine ad hoc, su misura, partendo proprio dalle cellule del paziente stesso, così da ridurre drasticamente le possibilità di rigetto.
Ciò permetterà di recuperare in buona parte le funzioni articolatorie; come in molti sapranno, difatti, la cartilagine, una volta danneggiata, difficilmente potrà rimarginarsi. Con la stampante 3D e grazie all’ausilio di questo gruppo di ricercatori, guidati sapientemente da T. Ozbolat, la riproduzione della cartilagine risulterà particolarmente facile ed indicata, considerando che il tessuto cartilagineo si compone da una sola tipologia cellulare e non presenta al suo interno vasi sanguigni.
Durante il test, al posto dell’inchiostro, sono state inserite delle cellule cartilaginee bovine all’interno di tubicini fatti di alginato, una sostanza proveniente dalle alghe che previene l’attaccamento; i ricercatori le hanno lasciate lì per sette giorni, durante i quali le cellule si sono amalgamate l’una con l’altra, sono cresciute e hanno creato dei veri e propri filamenti.
I filamenti, una volta estratti dai tubi, sono stati inseriti nella stampante 3D e sono state decise in contemporanea le dimensioni che avrebbero dovuto avere. Fatti passare 30 minuti, i filamenti sono stati tirati fuori e sono stati posizionati in un terreno di coltura in cui tutte le componenti si sono integrate perfettamente tra di loro sino a creare un unico sistema di tessuto. Così facendo, si potrà ottenere della cartilagine anti-rigetto e sicura. Più sicura poiché, come sottolineato dagli studiosi, le cellule cartilaginee risultano meno pericolose dell’idrogel, materiale già utilizzato in tempi recenti che comporterebbe un eventuale rilascio di elementi tossici ma soprattutto ostacolerebbe la crescita progressiva delle cellule.
Il pool di esperti afferma che lo step successivo sarà proprio la riproduzione di cartilagine umana e, con il fine di ottenere un risultato che sia il più naturale possibile, pensano di usare le cellule cartilaginee o le staminali di cartilagine articolare. Le dimensioni non saranno un problema: i ricercatori hanno assicurato di essere in grado di riprodurre qualsiasi tipo di lunghezza; parlano di tessuti molto grandi.
La fonte: Il Sole 24 Ore