emicrania-rischio-infarto-ictusSono moltissime le donne che soffrono di emicrania e, stando a quanto affermato da un recente studio, coloro che sono afflitti da questa patologia manifestano una propensione maggiore per le malattie cardiovascolari.
Il pool di esperti spiega alla rivista British Medical Journal che bisogna iniziare a prendere sul serio questo tipo di problematica, sottolineando i reali rischi che si corrono e la stretta correlazione esistente tra emicrania e malattie cardiovascolari, intervenendo direttamente sul tipo di trattamento che è necessario pensare per curare le donne che presentano i sintomi sopracitati.

Lo studio certamente non prova scientificamente che l’emicrania sia la causa e l’origine dell’infarto o dell’ictus ma evidenzia una correlazione più che plausibile tra gli episodi.
Le donne prese in esame sono ben 116 mila, con un’età compresa tra i 25 ed i 42 anni; l’arco di tempo che ha coperto la ricerca è molto vasto, va dal 1989 al 2011. I dati finali parlano di 1300 donne vittime di attacchi cardiaci e 223 morte in seguito al verificarsi di un episodio cardiovascolare.
All’inizio dei vari test, il 15% delle donne presenti ha confessato di soffrire di emicrania e ciò che i ricercatori hanno subito riscontrato lascia poco spazio a dubbi: queste ultime presentavano una probabilità maggiore del 39% di avere un infarto cardiaco, del 62% in più di subire un ictus e ben il 73% di doversi operare chirurgicamente al cuore. Per non parlare delle probabilità di morte per ictus o infarto: un aumento del 37%.
Questi dati, secondo il team di ricercatori che sta seguendo lo studio, sono fondamentali per comprendere fino in fondo la gravità di una patologia che viene per molti versi e assai di frequente sottovalutata. È assolutamente necessario indagare e comprendere quali siano le cause ed i migliori rimedi per alleviare e tentare di curare i sintomi. Ma soprattutto, è giunta l’ora di inserire l’emicrania all’elenco dei fattori che sono in grado di, in età giovanile, problematiche di tipo cardiovascolare.

La fonte: L’Huffington Post

 

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