Finalmente l’endometriosi sarà nei nuovi livelli essenziali di assistenza (LEA). A comunicarlo è il ministro della Salute Beatrice Lorenzin, che, tramite il suo account Facebook, afferma che dopo numerose battaglie, 3 milioni di donne avranno le risposte che meritano; la promessa fatta un anno fa è stata mantenuta e nella Giornata mondiale dell’endometriosi è stata resa nota a tutti.
Con l’aggiornamento dei nuovi LEA, la patologia rientrerà di diritto nella lista delle malattie croniche invalidanti che danno il diritto a chi ne soffre all’esenzione dalla partecipazione al costo del ticket.
Così facendo, il ministro alla salute vuole far sentire la propria vicinanza a tutte le donne affette dalla patologia, rassicurandole sul fatto che non sono sole e che da ora in poi saranno assistite nella maniera adeguata.
Che cos’è l’endometriosi? L’endometriosi è una malattia cronica che colpisce una percentuale piuttosto elevata di donne (tra il 5 e il 10% della popolazione femminile) e che può portare all’infertilità, soprattutto se la diagnosi non viene fatta, come spesso accade, in tempi precoci (fra i 5 e i 10 anni dal momento in cui la paziente ha avuto le prime avvisaglie).
Chi soffre di questa patologia presenterà la crescita di tessuto endometriale fuori dall’utero, in particolar modo nelle ovaie e nella cavità pelvica, dietro l’utero o nella vescica; nei casi più gravi, la malattia può verificarsi anche al di fuori dell’addome, come per esempio nel polmoni. Le sintomaticità dell’endometriosi sono un abbondante e non regolare sanguinamento durante il ciclo mestruale, dolori forti ed acuti (da quello pelvico cronico a quello caratteristico delle mestruazioni), sofferenza durante i rapporti sessuali e la presenza di cisti nelle ovaie. Di conseguenza, come è prevedibile, la malattia influenza negativamente la vita delle donne che ne soffrono, andando ad intaccare i loro rapporti interpersonali, le loro attività quotidiane, le loro capacità di riproduzione e via dicendo. Difatti, sebbene le cure prescritte per la patologia in causa portino a notevoli miglioramenti soprattutto in fatto di fertilità, l’endometriosi colpisce in principal modo l’attività riproduttiva della donna, peggiorando la qualità degli ovociti e diminuendone drasticamente il numero.
Il ritardo con cui molte volte viene diagnosticata è dovuto dal fatto che le donne tendono a confondere i sintomi della malattia con normali, forse leggermente più acuti, dolori mestruali; Daniela Galliano, direttrice del Centro Ivi, spiega così le ragioni per cui, ancora oggi, molte donne ignorino di soffrire di questa patologia.
I progressi compiuti sia nella cura del dolore che nel recupero graduale della fertilità sono evidenti ma, purtroppo, ancora non esiste una cura e soprattutto non si riesce a risalire alle cause dell’endometriosi. Probabilmente, la malattia è ereditaria e viene diagnosticata tra i 25 ed i 35 anni anni, sebbene le prime avvisaglie si abbiano con i primi cicli mestruali.
La fonte: la Repubblica.it