La felicità si impara da piccini e sta al genitore saper insegnare quest’arte ai propri figli; dei genitori che sono sereni e rilassati cresceranno ed educheranno bambini come loro e che sono il riflesso della propria personalità.
C’è una vera e propria metodologia di insegnamento della felicità; la Danimarca, da quasi mezzo secolo, occupa il primo posto nel World Happiness Report, vale a dire la classifica dei paesi più felici tra quelli appartenenti alle Nazioni Unite. Sempre di più sono le ricerche che cercano di spiegare le motivazioni che sono dietro a questo primo posto e degni di nota sono gli studi condotti dalla giornalista psicologa Jessica Joelle Alexander e dalla psicoterapeuta Iben Dissing Sandahl, che rivelano la strategia vincente alla base di tutto ciò: viene definito come “il metodo danese per crescere bambini felici” e consiste nell’insegnare a rispettare il valore altrui, a credere sempre di più in se stessi, a lavorare in squadra e a coltivare l’empatia, con gli altri e verso gli altri.
Nelle scuola in Danimarca, sin da subito viene insegnata l’empatia; il bambino viene fatto giocare liberamente e non lo si tiene all’oscuro su nulla, cercando di parargli di tutti gli argomenti possibili e premiando non tanto i risultati che vengono raggiunti bensì gli sforzi che sono stati fatti per arrivare a a compiere un determinato atto. Attenzione a non esagerare con le lodi però: l’aspetto fondamentale è che tutti i bambini devo imparare a vedere il lato positivo di ogni faccenda a prima vista completamente negativa, riuscendo a stravolgere la situazione e a trarne così dei benefici.
Un atteggiamento positivo e pacato influenza di molto il mood dei propri bambini, i quali apprendono sin dalla tenera età ad affrontare e saper gestire anche le situazioni più difficili. Leggerezza è la nuova parola d’ordine, mentre il panico e l’ansia sembrano non far parte del vocabolario danese. La sicurezza dei genitori rende i bambini più calmi ed equilibrati ed il rimprovero deve esser sempre fatto in maniera costruttiva e mai aggressiva; proprio per questo in Danimarca, così come in altri 49 Paesi, le sculacciate, gli schiaffi e qualsiasi tipo di ammonimento corporale sono interdetti: ciò provocherebbe solo ansia e nervosismo nel piccolo, che comprenderebbe ben poco del motivo che c’è dietro ad un gesto simile.
A livello educativo, risulta esserci una sostanziale differenza tra il paese danese e quello italiano: se nel primo non vengono dati compiti dopo l’orario scolastico, nel secondo si tende ad incrementare le nozioni apprese a scuola con degli esercizi da svolgere anche a casa, per conto proprio. In aggiunta. In Danimarca l’empatia viene considerata l’elemento fondamentale per l’affermarsi di una società felice e proprio per questo viene valorizzata sin da subito: tante sono le attività che il bambino deve saper fare in gruppi di lavoro ed in squadra. In Italia e negli Stati Uniti, invece, ciò che conta è il lavoro e la crescita individuale, un principio che mal si lega con il lavoro all’interno delle aziende, dove il lavoro in team è fondamentale. Rispetto per gli altri e per le decisioni altrui è solo uno dei valori che si svilupperebbe insegnando al bambino a cooperare con i suoi coetanei, risultando così più empatico e più preparato all’ascolto.
La domanda allora sorge spontanea: c’è qualcosa che non va nel modello educativo italiano? Cosa dovrebbero apprendere le mamme del Bel Paese da quelle danesi? La psicologa Jessica Joelle Alexander spiega che se la Danimarca è da oltre 40 anni al primo posto nella classifica dei paesi più felici al mondo una ragione ci sarà; quello che dovrebbero fare le mamme italiane è semplicemente inserire ed integrare il proprio metodo educativo con due, tre degli elementi sopracitati. I benefici, a suo dire, saranno immediati.
La fonte: Repubblica