plastica mareLe microplastiche non costituiscono una minaccia esclusivamente per le acque dei nostri mari ma anche per la salute di noi uomini. A rivelarlo è il Professore del King College di Londra, Frank Kelly, che spiega come queste particelle potrebbero finire nell’aria e potrebbero essere inspirate dall’essere umano, causando conseguenze ancora oggi sconosciute.
Le microplastiche, come in molti sapranno, rappresentano un vero e proprio pericolo per gli animali che popolano le acque marine ed oceaniche (questi le confondono molto spesso con il cibo e finiscono per mangiarsele) e per l’ambiente stesso. Durante l’Environmental Audit Committee, Frank Kelly esplica come sia concreta la probabilità che queste microparticelle finiscano nell’aria che ci circonda e di conseguenza nei nostri polmoni. Il rischio è elevato.

Il pool di esperti, guidato dal Professore Kelly, non si è solo limitato a mettere in piedi una vera e propria ricerca riguardante la questione ma si è rivolto direttamente alle istituzioni politiche britanniche, invitandole a prendere seriamente in considerazione la problematica e a cercare di capire gli effetti negativi che possano ripercuotersi sulla salute dei cittadini.
L’urgenza è elevata, considerando l’aumento delle quantità delle mircoplastiche nell’ambiente. Il docente spiega che le microparticelle dovrebbero destare la stessa preoccupazione che infonde l’inquinamento correlato ai mezzi di trasporto.
Senza rendercene conto, queste microplastiche vanno a finire nella parte inferiore dei nostri polmoni e successivamente subentrano in tutta la circolazione: il danno è grande e solo da poco si è deciso di studiarlo approfonditamente. In particolar modo, il team di ricerca ha concentrato la propria attenzione su un tipo specifico di microplastica: si tratta delle microsfere che sono presenti in numerosi cosmetici e nei dentifrici e vengono usate come esfolianti. Il ministro dell’ambiente britannico Rory Stewart ha dichiarato che se le aziende non riducono drasticamente l’abbandono delle microsfere, il Governo prenderà in considerazione la possibilità di vietarle.
Non bisogna assolutamente sottovalutare la gravità del problema: una cifra superiore alle 10 tonnellate di plastica contamina ogni anno le acque dei mari e degli oceani; non dobbiamo restare a guardare. Prendiamo in mano il nostro futuro e salvaguardiamo la nostra salute.

La fonte: InformaSalus.it

 

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