Uno studio, condotto dal pool di esperti di Gilles Guerrier su ben 62 pazienti e presentato al Congresso della Società Europea di Anestesiologia, rivela che ascoltare musica può arrecare numerosi benefici agli occhi. Non si parla di un genere specifico di musica, in quanto si spazia dalla classica alla jazz, sino ad arrivare all’hip hop e per ora rimane giusto uno studio pilota, in grado di manifestare risultati più che interessanti per il futuro.
In particolare, si parla di persone che devono sottoporsi all’intervento chirurgico per la cataratta, andando a rimpiazzare il cristallino che risulta oramai opacizzato. Ciò che è emerso è che la musica procura un effetto del tutto rilassante sul paziente, permettendo così la diminuzione della dose di anestetico usata per addormentare il paziente.
La ricerca prevedeva la suddivisione dei pazienti in due gruppi: coloro che facevano parte del primo gruppo hanno avuto l’opportunità di ascoltare la loro musica preferita nei 20 minuti che precedevano l’intervento, gli altri invece appartenevano al cosiddetto gruppo di “controllo”.
Il primo beneficio lo si è riscontrato andando a valutare lo stato di ansia delle persone che si erano sottoposte al test: coloro che avevano ascoltato i loro brani preferiti hanno richiesto una quantità minore di anestetico locale e di sedativi durante tutta la durata dell’operazione. Il secondo beneficio lo si è riscontrato nel grado di soddisfazione e appagamento dopo l’intervento: i primi si mostravano evidentemente più felici e sereni dei secondi, che manifestavano una certa difficoltà nel riuscire a superare il momento chirurgico.
Il fatto che in molti utilizzassero la musica per alleviare il loro stato di stress era stato già comprovato; quello che risulta essere una novità è proprio l’efficacia e l’importanza della musica durante le fasi che precedono le operazioni chirurgiche. Si tratta di una metodologia poco costosa e assolutamente non invasiva e, stando a a quanto detto da Guerrier, non ci si vuole fermare: il prossimo step che i ricercatori intendono effettuare consiste nel valutare e misurare l’effetto che l’ascolto di sinfonie musicali possa avere prima di altre procedure chirurgiche, in particolar modo quelle ortopediche. E non è da sottovalutare il terzo beneficio, di cui si parla in uno studio pubblicato su un’importante rivista del settore, Aesthetic Surgery Journal, secondo il quale gli stessi medici riporterebbero numerosi effetti positivi in seguito all’ascolto di canzoni a loro particolarmente care: una maggiore precisione di sutura, una diminuzione del livello di stress ed una migliore riuscita esecutiva.
La fonte: La Stampa