omeopatia indagineLa ricerca, diffusa dall’Amiot (Associazione medica italiana di omotossicologia) in occasione della Giornata Internazionale della Medicina Omeopatica, raccoglie i dati di 2000 intervistati dal gruppo Emg in seguito alla richiesta di Omoimprese, associazione che raggruppa tutte le aziende produttrici di farmaci omeopatici, e offre una vera e propria panoramica riguardo le tendenze e le abitudini degli Italiani verso un settore che continua a crescere e ad ottenere sempre più consensi.

I dati parlano chiaro: più del 20% degli Italiani usa le medicine omeopatiche almeno una volta l’anno e il 4,5% dichiara di farne un uso quotidiano o settimanale. Ben l’80% degli intervistati conosce l’omeopatia e dichiara di essersi avvicinato ai rimedi complementari principalmente in seguito al suggerimento del farmacista (il 22,6%) e di parenti e amici di famiglia (21,7%). Il sondaggio fornisce altri dati: il fruitore per eccellenza dei medicinali omeopatici è la donna, con un’età compresa tra i 35 e i 54 anni, sebbene si tenda ad iniziare a usare per la prima volta questi tipi di rimedi all’età di sei anni circa. Il 53,7% degli individui a cui sono state sottoposte le domande ha dichiarato di avere un’istruzione superiore; più della metà. Altra caratteristica che salta immediatamente all’occhio è la distinzione geografica: difatti, si nota, senza troppo stupore, che chi vive nel Nord-Ovest italiano fa un utilizzo più frequente dei medicinali omeopatici (il 34,4%) e dimostra una conoscenza nettamente superiore rispetto a chi vive nelle isole (solo il 12,8% afferma di conoscere e usufruire delle cure omeopatiche, prediligendole a quelle allopatiche ). In questa circostanza, la divisione Nord-Sud risulta lampante (basti pensare che al sud, il 14,7%degli abitanti conosce l’omeopatia).
Ma cosa si cura maggiormente con l’omeopatia? Il 63,3% degli intervistati dichiara di curare principalmente raffreddori, influenze e riniti; non da meno sono coloro che affermano di ricorrere ai rimedi alternativi per la cura dei dolori muscolari e per le allergie ed i problemi respiratori. Il farmaco che risulta essere il più popolare e il più ricercato dalla gente è l’arnica mentre sembra morire pian piano la tendenza dei fiori di Bach (solo il 5,9 % degli intervistati dichiara di trarre beneficio da questi).
2,8% è la percentuale di crescita nell’utilizzo e nell’approccio a questa metodologia di cura e si riscontra come anche in età pediatrica molti genitori (3 su 10) decidano di affidarsi alle cure omeopatiche per il benessere dei loro figli.
Sono stati posti quesiti anche per indagare cosa pensa la gente in merito alla medicina omeopatica e quale è la considerazione che ha verso di essa: i risultati sono estremamente positivi per coloro che da sempre si battono a difesa delle cure alternative: il 48% considera i medicinali omeopatici come medicinali veri e propri, in grado di risolvere disturbi più e meno gravi, che affliggono la gente per periodi più o meno lunghi.
Ciò che piace maggiormente al consumatore finale è l’assenza di effetti collaterali e di controindicazioni e ciò lo spinge ad utilizzarli per curare disturbi e problematiche meno gravi, come l’ansia, lo stress, la gastrite e via dicendo. Nonostante i dati positivi precedentemente citati, c’è da dire che c’è chi ancora pensa che la medicina omeopatica sia meno efficace di quella tradizionale (18,6%) e che i tempi di cura previsti siano eccessivamente lunghi rispetto a quelli previsti dell’allopatia. Ad influire negativamente sul pensiero delle persone, è anche il prezzo che viene considerato molte volte troppo elevato: a quanto dicono gli intervistati (esattamente il 17,5 di quelli totali), il costo considerato superiore rispetto alla media blocca e frena il paziente ad affidarsi a questi tipi di trattamenti.

La fonte: Quotidiano Sanità

 

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