pet-therapy-cani-parkinsonUn percorso di Pet Therapy ha avuto inizio nell’ambulatorio di riabilitazione dell’Irccs Inrca (Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico per Anziani) di Ancona; il test pilota coinvolge pazienti con un’età superiore ai 70 anni, affetti da uno stadio intermedio di Parkinson e che stanno affrontando un cammino di riabilitazione e recupero funzionale nella struttura ospedaliera.

Il Prof. Oriano Mercante, Direttore dell’Unità Operativa di Medicina Riabilitativa – spiega come la Pet Therapy sia fondata su dei protocolli scientifici e si riveli estremamente utili per tutti coloro che soffrono di demenze o problematiche psicologiche, apportando numerosi effetti benefici sia sull’umore che sulla prontezza. Essere a contatto con gli animali porta l’individuo ad incrementare l’attività fisica svolta quotidianamente, dimostrandosi una vera e propria co-terapia a supporto del percorso di riabilitazione programmato.
Quando la capacità neuro-motorie sono danneggiate, il rapporto con gli animali offre un incentivo e degli stimoli progressivi che aiutano il paziente, grazie a dei gesti spontanei e naturali, a tenere attivo il proprio corpo. Il parkinson è certamente una delle malattie neurologiche più invalidanti e comuni che comporto rigide limitazione all’autonomia della persona, compromettendone le abilità motorie e l’equilibrio. La vita sociale di chi ne soffre sarà così inevitabilmente ridotta, così come qualsiasi atteggiamento propositivo di socializzazione.
Relazionarsi con un cane, invece, aiuta a diminuire la sensazione di solitudine, migliorando fattori come l’emotività e la socialità che risultano invece intaccati dalla patologia. In che maniera il contatto con l’essere animale porta al miglioramento? Prima di tutto, agevola il rilassamento e stimola la parte emozionale dell’uomo, apportando notevoli benefici ai danni fisici che comporta la patologia, come il tremore, la coordinazione, la mancanza di stabilità posturale, e i vari problemi psicologici che ne derivano, tra cui la depressione.
Il percorso è stato iniziato con la collaborazione dello studio di “Psicologia e Pet Therapy” di Alessia Scarnera e prevede due incontri settimanali di 30 minuti circa, durante i quali vengono svolti sia esercizi di contatto come accarezzare il cane, spazzolarlo, dargli da mangiare, sia esercizi ludici come il lancio della pallina, il salto dell’ostacolo, il salto nel cerchio e via dicendo. L’esperimento è stato previsto per una durata di 3 mesi consecutivi.
I risultati parlano chiaro: nonostante una difficoltà iniziale, tutti i pazienti over 70 hanno dimostrato di gradire la presenza del cane mentre è stato comprovato l’effetto benefico nello stimolare la vitalità degli individui ed una propensione evidentemente maggiore nell’affrontare i percorsi terapeutici. La risposta positiva ottenuta invita a continuare questo percorso, andando persino ad integrarlo nei programmi di riabilitazione generali.

La fonte: Galileo

 

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