Shinrin-yoku-contatto-con-la-natura-fa-bene-alla-saluteEntrare in profonda connessione con la natura, gli alberi, le foglie, per ristabilire il nostro equilibrio e recuperare uno stato di benessere che si sta via via smarrendo. Questo è lo scopo dello Shinrin-yoku, disciplina orientale che sta prendendo sempre più piede negli Stati Uniti d’America: creata in Giappone nel 1982 dal Ministero dell’Agricoltura, delle foreste e della pesca, letteralmente significa “farsi il bagno nella foresta”. Vale a dire: immergersi nel verde delle foreste, comprenderne fino a fondo tutti gli odori, i rumori e dimenticarsi del cemento e della vita frenetico metropolitana.

I benefici sono sia per il corpo che per la mente e proprio per questo viene considerata una reale medicina alternativa, che permette di allontanare la stanchezza e la fatica derivante dai ritmi frenetici della vita di tutti i giorni e al contempo di recuperare le forze, creando situazioni di calma, tranquillità e pace interiore.
Gli studi e le ricerche che sostengo i benefici dello stare all’aria aperta, a stretto contatto con la natura, sono da sempre tantissimi; in particolare, uno studio giapponese ha coinvolto nella sua ricerca 24 centri di Shinrin-yoku ed ha rivelato che i miglioramenti per chi decide di affidarsi a questa pratica sono numerosi: aumento dell’energia vitale, potenziamento del sistema immunitario, diminuzione dei livelli di stress e di colesterolo, regolarizzazione della frequenza cardiaca e della pressione arteriosa. Inoltre, i dati riportano che camminare e rilassarsi in mezzo al verde è particolarmente indicato per chi soffre di depressione. Questo studio giapponese è supportato anche dai dati divulgati da un’altra analisi, quella della Exeter University, e che ha coinvolto 10mila individui: coloro che abitano in zone con tanti parchi, alberi e spazi naturali hanno una maggiore propensione ad essere felici, riducendo drasticamente il loro livello di stress ed ansia.
Questa pratica orientale conquista un numero sempre maggiore di gente in America e sembra ripercorrere lo stesso cammino che fece lo Yoga anni fa. A dispetto dello scetticismo iniziale, con il tempo, ha conquistato tutti, diventando una delle discipline più praticate al mondo.
La differenza tra il passeggiare nella natura e farlo nelle strade urbane è ben diverso; a spiegarlo David Yaden del Positive Psychology Center, il quale illustra che fare attività in boschi e parchi naturali permette all’individuo di sgomberare la mente, di eliminare i pensieri negativi e ricreare uno stato di calma che si mantiene durante tutto l’arco della passeggiata, con benefici che si ripercuotono sulla salute generale.
La pratica non è elementare come sembra; gli esperti, difatti, affermano che per riscontrare reali benefici è necessario entrare effettivamente in armonia con la natura circostante, ascoltare dentro di sé il rumore degli elementi naturali, respirare profondamente e lentamente ed osservare con attenzione e al contempo con tranquillità tutte le varietà di colori che ci circondano.
Per cercare di dare una spiegazione logica a tutto ciò, è sufficiente pensare al fatto che l’uomo, sebbene si sia evoluto nel corso della storia, rimane di fatto simile agli antenati che hanno vissuto prima di lui, ben 5000 anni prima. Oramai ci siamo civilizzati, ma restiamo sempre uguali all’uomo primitivo, conducendo semplicemente uno stile di vita differente (c’è una maggiore sedentarietà). Ricerche condotte su reperti archeologici antichi dimostrano come i Romani, una volta introdotta la realtà cittadina nel paese, abbiano portato con loro l’avvento di numerose malattie che precedentemente non c’erano. Ecco spiegato perché oggigiorno in città ci si ammala e si muore per patologie che invece sono totalmente assenti nelle popolazioni tribali.

La fonte: La Repubblica

 

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