Il 10 ottobre è stato presentato da Fondazione Abio (Associazione per il bambino in ospedale), dalla Sip (Società italiana di eediatria) e dalla Ipasvi (Federazione nazionale colleghi infermieri) al Ministero della Salute il Manuale per la Certificazione della Carta dei Diritti dei Bambini e degli Adolescenti in Ospedale di Abio/Sip.
Secondo le ultime stime, sono ben 1milione e 200mila i bambini e gli adolescenti ricoverati ogni anno nelle strutture ospedaliere e anche loro hanno il diritto di giocare, studiare, distrarsi, divertirsi, ricrearsi ed avere con loro amici e familiari, senza limiti di tempo o di orari; inoltre, è assolutamente necessario che questi vengano ricoverati in reparti di pediatria e non in reparti riservati ai pazienti adulti.
Si tratta solo di alcuni dei diritti che spetterebbero ai piccoli pazienti e che sono elencati nella Carta dei Diritti; curare un paziente è ben diverso dal prendersene cura: la pediatria moderna si fonda su questo concetto, secondo il quale è fondamentale poter tutelare i bambini e gli adolescenti, riservando loro tutte quelle le cure previste dalla norma e che ricoprono un ruolo fondamentale, ma al contempo creando un ambiente accogliente e sereno attraverso l’inserimento di volontari e del personale necessario affinche tutto ciò si realizzi. La centralità del bambino e della sua famiglia diventa l’obiettivo primario su tutto il territorio nazionale, cercando di umanizzare i servizi e renderli a portata dei piccoli pazienti; con queste parole il Presidente della Fondazione Abio, Vittorio Carnelli, ha presentato il Manuale al Ministro della salute Beatrice Lorenzin e a tutti quei medici e quelle strutture sanitarie che desiderano iniziare un cammino di valutazione del loro grado di assistenza, potendo così misurarlo, incrementarlo, migliorarlo e renderlo in norma con tutte le nuove esigenze dei pazienti.
Gli ospedali certificati sono 10 ma si punta ad un aumento nel futuro recente : difatti, vantare ospedali e strutture sanitarie nel settore pediatrico che si adeguano a degli standard qualitativi concordati ed accreditati rappresenta una vera e propria garanzia per tutti i bambini che devono sottoporsi a percorsi terapeutici in strutture ospedaliere e per tutte le loro famiglie.
Si spera quindi in una pediatria italiana sempre più all’altezza dei piccoli pazienti e proprio per queste ragioni Abio insiste così tanto per avere una certificazione della qualità delle pediatrie ospedaliere: non per sfiducia nei confronti degli operatori sanitari, tra cui medici, infermieri e tecnici, bensì per una maggiore tranquillità delle famiglie e dei piccolini.
La fonte: Ansa.it