Fotolia 2228177 Subscription XLPer intervenire sui sintomi più rischiosi della depressione che non passa neanche con i vari farmaci antidepressivi, si potrebbe raccomandare anche un approccio più soft e meno invasivo, senza effetti collaterali negativi: la respirazione yoga.

 

A rivelarlo una ricerca pubblicata su una rinomata intervista, il Journal of Clinical Psychiatry, da un pool di scienziati della Perelman School of Medicine dell’Università della Pennsylvania e che ha coinvolto 25 pazienti affetti da disturbi depressivi acuti, contraddistinti da persistenti sentimenti di tristezza, pessimismo, bassa stima verso se stessi, problemi di insonnia e diminuzione dell’appetito, e che non avevano riscontrato alcun beneficio o miglioramento a seguito di un trattamento a base di antidepressivi.
I 25 pazienti sono stati divisi in due gruppi, il primo ha svolto nell’arco di una settimana corsi di posture, meditazione e respirazione secondo il metodo Sudarshan Kriya Yoga, a cui hanno fatto seguito due mesi di esercizi settimanali; al gruppo numero due non è stato permesso di eseguire nessuna delle attività sopra elencate.
Al termine dei due mesi, tutte le persone sono state sottoposte al test della scala di Hamilton per la depressione, vale a dire lo strumento diagnostico più utilizzato per la diagnosi della patologia in questione. I risultati parlano chiaro: coloro che hanno seguito le lezioni di yoga, partendo da un punteggio di 22.0, che corrisponde ad una depressione grave, hanno migliorato il loro stato di un punteggio di 10.27; nel secondo gruppo, invece, non è stato riscontrato alcun miglioramento.
In aggiunta alla scala di Hamilton, che prevede delle valutazioni effettuate da uno specialista a seguito di alcune risposte ad un questionario date dai pazienti, nello studio sono state prese in considerazione due metodiche di autovalutazione, ossia gli inventari di Beck per l’ansia e la depressione. In entrambi i casi, nel primo gruppo sono stati registrati miglioramenti evidenti, cosa che non è avvenuta invece nel secondo.
Più della metà di coloro che assumono farmaci antidepressivi per combattere la depressione, non riescono ad uscirne in maniera definitiva; pertanto, è assolutamente auspicabile e necessaria l’adozione di trattamenti e percorsi alternativi che mettano il paziente in condizione di ottenere dei benefici reali. Questo presentato dai ricercatori dell’Università della Pennsylvania oltre a non apportare degli effetti collaterali, risulta essere a basso costo, promettente e non farmacologico.
Un segnale di grande fiducia e speranza per tutti coloro che soffrono di depressione (ben 4,5milioni secondo i dati ufficiali della Società Italiana di Psichiatria).
Per il momento lo studio non convalida nulla di certo perché il campione di pazienti presi in esame è ancora troppo esiguo ma si intende proseguire su questa strada, aumentando il numero delle persone coinvolte e ripetendo gli esperimenti su vasta scala. Del resto, non è la prima volta che si studiano gli effetti positivi della respirazione e di alcune metodiche di meditazione sulla depressione, sugli stati di ansia e stress.

La fonte: Repubblica

 

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