Relatore a MedCam 2013:
Prof. Paolo Roberti di Sarsina, Esperto per le Medicine Non Convenzionali del Consiglio Superiore di Sanità, Presidente dell’Associazione per la Medicina Centrata sulla Persona ONLUS
Titolo Relazione: Salutogenesi e Resilienza nel continuum Care-Cure
Abstract: La Medicina Centrata sulla Persona è il paradigma su cui vogliamo e dobbiamo fondare la Medicina del XXI secolo. Pone al centro dell’operare medico la Persona, nella sua unità di corpo, anima e spirito, che diventa soggetto agente della sua salute e della sua vita presente e futura. Diventa cruciale lavorare attivamente per una reale collaborazione tra medici, terapisti e pazienti per costruire una medicina ove la centralità della persona, di quel singolo individuo, che ha la sua biografia, il suo ambiente di vita, il suo sistema di relazioni, la sua storia clinica, diventi il centro dell’operare terapeutico.
All’interno del paradigma della Medicina Centrata sulla Persona, sono centrali i concetti di salutogenesi e di resilienza. La malattia diventa un’occasione, nella vita e nella storia di quel singolo paziente, di autoconoscenza, di crescita della consapevolezza di sé e degli altri, che può diventare strumento di sviluppo per l’individuo e per le persone che lo circondano. Il disagio di cui il paziente soffre e per cui chiede aiuto può essere il punto di partenza per ricostruire l’unità del suo essere e la possibilità di un’evoluzione. L’accrescersi della resilienza è una possibilità, che può conseguire ad un evento morboso, anche grave. Vedere e vivere un evento morboso non come disgrazia, ma come passaggio cruciale e ineludibile nella biografia di quell’essere umano porta ad una trasformazione radicale del concetto di malattia e salute.
Prendersi carico della propria salute secondo principi salutogenetici individualizzati, non delegandola tout court ai medici e agli “specialisti” comporta un passaggio epocale, del paziente da “oggetto” di osservazione e cura della biomedicina, che lo restituisce “riparato” il prima possibile all’ambiente da cui proviene, a “soggetto” responsabile ed operante, protagonista del suo processo di guarigione. Come medici abbiamo il compito di fare uscire la medicina da una tecnica che raccoglie dati, con un suo linguaggio per iniziati e con un pensiero astratto che riduce l’essere umano a puro oggetto di osservazione ad una viva e dinamica comprensione dell’essere umano malato che nasce dall’incontro tra persone, nel quale il paziente è un essere vivo, senziente e unico con il quale è necessario cominciare un dialogo e condividere le scelte terapeutiche. La malattia diventa così uno strumento che può aprire un incontro tra chi chiede aiuto e chi dà aiuto: da qui può generarsi una reale comprensione del processo patologico in atto e avviare un processo di cura e guarigione. E’ necessario che il medico e/o il terapeuta sviluppi l’empatia, che, ancor prima di un “saper fare” è “un saper essere con..”; l’empatia dà al sentire un valore conoscitivo.