Relatori a MedCam 2013:
- Prof. Dott. Salvatore Bardaro, Sp. Medicina Interna, Medicina Laboratorio e Odontoiatria, Ricercatore Qualificato Farmacologia Molecolare, Esperto Omeopatia, Omotossicologia, Agopuntura, Esperto PNEI e Metabolismo c/o Istituto Psicosomatica PNEI Lucca, Prof. a C. “Medicina Integrata” c/o UniSiena Facoltà Med. e Chir., Prof. a C. “Medicina Integrata” c/o UniPavia Facoltà Med. e Chir., Osservatorio Permanente MNC FNOMCeO, Presidente AMNCO.
Titolo Relazione: La Medicina Odontoiatrica fra Complessità, Olismo ed Entanglement: il Sistema Unico Cavo Orale – Organismo – Ambiente. Metodiche Terapeutiche e Casi Clinici
- Dott. Roberto Cesare Fagioli, Medico chirurgo, Direttore del Dipartimento di Medicine non Convenzionali di Welfare Milano, Omeopata, Omotossicologo, Esperto in medicina naturale, Posturologo, Specialista in Andrologia
Titolo Relazione: I Cardini Semeiotici della Medicina Olistica
Abstract Relazione “La Medicina Odontoiatrica fra Complessità, Olismo ed Entanglement: il Sistema Unico Cavo Orale – Organismo – Ambiente. Metodiche Terapeutiche e Casi Clinici“: Il modello di Uomo frammentato di deriva Cartesiana, e di Universo frammentato, è quella che ancora oggi domina nella medicina accademica, ospedaliera, di pratica comune.
Essa è completamente avulsa dalla concezione unitaria dell’essere umano nelle sue estensioni: fisica, psichica, emozionale, biochimica, ambientale, ecc. E ancor più dalla concezione unitaria dell’universo, dal Micro al Macro Cosmo. Pertanto risulta forte in medicina la tentazione di riportare ogni evento ad un’unica spiegazione che possa risultare sufficiente e completa, limitata cioè ad una causa principale oltreché tendente ad essere circoscritta, per origine ed estrinsecazione, alla regione della sua manifestazione. Questa è certamente una delle motivazioni fondamentali per cui, riguardo le patologie oro-dentali, si è sempre cercato un approccio diagnostico e terapeutico basato sulle teorie infettive, meramente centrate sull’attività di microrganismi, e su quelle di concezione localistica secondo la quale il sito della manifestazione patologica coincide con la sua origine.
Esistono i Sistemi “complicati”, ossia “Cum-Plicatus”, piegati insieme come un origami che possono essere s-piegati dalla scienza classica, scomposti in sottoparti, compresi analizzando ognuna di queste, dopodichè ricomposte insieme. Esistono poi i Sistemi “Complessi”, ossia “Cum-Plexus”, intrecciati insieme, che NON possono essere spiegati dalla scienza classica, ma compresi solo considerandoli nel suo insieme e osservando le interazioni fra i suoi sottosistemi e con i soprasistemi del contesto in cui sviluppa le sue dinamiche. I Sistemi Complessi, ai quali appartengono anche gli organismi viventi, manifestano quindi delle caratteristiche (Autopoiesi, Proprietà Emergenti, Autoregolazione, ecc.) che, da un punto di vista strettamente epistemologico, conducono alla visione globale olistica in aperto contrasto con l’impostazione classica riduzionista e meccanicistica di cui, al tempo stesso, costituiscono il deciso superamento.
E’ in tale ottica che dobbiamo valutare le patologie odontoiatriche che vanno definite in tal modo unicamente per la sede in cui si estrinsecano, ma che in realtà possono essere approcciate validamente solo riconducendole alla medicina sistemica. Per esempio, prendendo in esame le più comuni e conosciute problematiche odontoiatriche quali la Parodontite e la Patologia Cariosa, si evidenzia che ad oggi l’atteggiamento terapeutico si basa in effetti unicamente sull’azione riparativo/ricostruttiva essendo in pratica inesistente la cura. L’azione preventiva, nei suoi vari gradi, si basa solo sulla prevenzione e rimozione della placca batterica e sulla riparazione dei danni da questa causati, non considerando assolutamente tanti altri fattori fondamentali alla base del problema, o al massimo dando a questi un ruolo di elementi marginali con senso descrittivo su cui in realtà non si attua alcuna terapia effettiva. Con tutte le armi che contrastano oggi la placca batterica (strumenti, sensibilizzazione, igiene periodica, ecc.) dovremmo aver già debellato tali patologie, mentre invece assistiamo certamente ad una NON diminuzione della loro incidenza e diffusione. Stress cronico, sindrome metabolica, inadeguata risposta immune, alterazione degli assi neuroendocrini, fattori epigenetici ambientali, ecc. sono determinanti nell’insorgenza e sviluppo di tali patologie. In questo lavoro vedremo come ciò accade e come possiamo tentare un’azione preventiva e terapeutica efficace agendo su tali versanti del complesso etiopatogenetico ricorrendo anche agli strumenti e alle metodiche delle Medicine Non Convenzionali oltrechè, soprattutto, ai concetti basilari del loro Corpus Teorico, in quanto tutto questo risulta perfettamente in armonia con quelli che sono i meccanismi fondamentali di regolazione dell’organismo.
Abstract Relazione “I Cardini Semeiotici della Medicina Olistica“: Spesso utilizziamo il termine medicina olistica senza considerare la importante valenza dicotomica di cui è foriero. I nostri pazienti lo usano come sinonimo di medicina alternativa, medicina complementare, medicina non convenzionale e con questo, la maggior parte di loro si aspetta un intervento clinico omeopatico, alcuni omotossicologico, altri di mtc,o di ayur vedica sapendole tutte dottrine prevalentemente orientate alla persona e non al sintomo. In altre parole ritengono che l’aggettivo olistico possa esaurirsi nel riferimento alla propria complessità, in realtà ciò corrisponde solo parzialmente alla verità: il termine medicina olistica deve sicuramente intendersi riferita all’olismo del paziente, alla complessità del suo essere realtà costituita da corpo, intelligenza e spirito,ma fa anche riferimento ad una multidottrinalità corale e sinergica indispensabile per una più ampia azione investigativa ed interpretativa delle istanze presentate dal soggetto in esame. Se si analizzasse un paziente solo attraverso un approccio squisitamente omeopatico, non potremmo disporre dei presupposti dottrinali della energetica cinese e neppure degli innumerevoli dati che sarebbero fruibili ad una analisi del polso secondo i criteri della medicina ayur vedica. D’altra parte interpretando la storia clinica di un soggetto solo alla luce della mtc, pur gratificati dalla sua fine semeiotica, perderemmo i vantaggi di una repertorizzazione omeopatica e della costituzionalistica Hahemanniana. In altre parole pur attenti alla persona e non al sintomo come l’etica delle medicine non convenzionale impone, finiremmo per assolvere solo parzialmente all’impegno morale che ci siamo assunti non fruendo di ulteriori angoli di osservazione per decriptare la complessità della realtà uomo che ci ha chiesto aiuto.