MEDICINE INTEGRATE: LA FITOTERAPIA

MEDICINE INTEGRATE: LA FITOTERAPIA

2019-02-18T12:16:14+00:00 18 febbraio 2019|

La Fitoterapia letteralmente significa “curare con le piante”; stando a quanto affermato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), tutti i vegetali che sono composti da sostanze attive dal punto di vista farmacologico possono essere chiamate piante medicinali. Generalmente le piante contengono diverse sostanze farmacologicamente attive, che formano il “fitocomplesso” e che determinano le peculiarità curative e terapeutiche della pianta specifica.
La fitoterapia è una branca della farmacologia scientifica che utilizza le erbe e le piante medicinali a scopo preventivo e curativo; scendendo nel dettaglio, impiega degli specifici estratti e dei metaboliti secondari (sviluppati dalle piante per la preservazione della specie e che sembrano avere importanti attività farmacologiche nell’essere umano) per trattare determinate condizioni. Gli estratti delle piante medicinali sono infatti considerati efficaci in virtù di una miscela di ingredienti attivi anziché di un singolo costituente.

Le piante utilizzate contro lo stress sono in grado di produrre un generale miglioramento delle condizioni psicofisiche, svolgendo un’azione equilibrante sul sistema immunitario, nervoso, endocrino, cardio-circolatorio. Le più diffuse sono:

Passiflora (Passiflora incarnata): le foglie sono utilizzate per gli effetti calmanti e antispasmodici nel trattamento dei disturbi nervosi legati allo stress, come ansia, tensione nervosa, irritabilità.

Rodiola (Rhodiola rosea): usata per contrastare stanchezza e affaticamento, migliora la qualità del sonno e ha effetto cardioprotettivo, utile in stati di stress accompagnati da tachicardia, palpitazioni, ansia e nervosismo.

Maca delle Ande (Lepidium meyenii): la sua radice è di valido aiuto per combattere disturbi della sfera sessuale legati allo stress. Queste proprietà rivitalizzanti e afrodisiache sono dovute alla presenza di componenti ad azione stimolante sulle ghiandole endocrine, soprattutto quelle surrenali, le ovaie e i testicoli.

Griffonia (Griffonia simplicifolia): i semi hanno proprietà antidepressiva, in quanto innalzano i livelli di serotonina e regolarizzano il ciclo sonno-veglia (ritmo circadiano) migliorando la qualità del sonno. L’uso della pianta si è rivelato utile anche per il controllo della fame nervosa, legata a stati d’ansia e stress.

Iperico (Hypericum perforatum): riequilibrante del tono dell’umore, limita il riassorbimento degli ormoni noradrenalina e dopamina, che intervengono a sostegno dell’organismo in caso di stress elevato.

Gemmoderivato dei Semi di Betulla (Betula verrucosa): agisce sul sistema nervoso centrale, riequilibrandolo nei periodi caratterizzati da stress da lavoro e stress emotivi.

Reishi e Cordyceps: funghi medicinali utili per la stanchezza che supportano l’organismo e la psiche nel ritrovare il benessere, migliorando la qualità del sonno, l’energia e il tono dell’umore.

Allo stesso tempo è necessario affermare che il trattamento fitoterapico non deve essere solo inteso come una serie di compresse da prendere su prescrizione medica o consiglio del proprio naturopata. Il trattamento fitoterapico funziona anche per inalazione di un’aroma di una determinata pianta  (aromaterapia) oppure tramite assorbimento cutaneo mediante massaggio di un olio essenziale in alcuni punti specifici del corpo. Ogni pianta ha una caratteristica che viene esaltata a secondo della tipologia con la quale viene assunta e può essere sia complementare all’utilizzo di farmaci allopatici sia   talvolta  risolutiva di problematiche di salute.

Ovviamente coloro che decideranno di seguire una cura fitoterapica, dovranno essere più pazienti ed attendere alcune settimane prima che il malessere possa passare. Quello che importa sottolineare è il fatto che il trattamento fitoterapico funziona quando la somministrazione delle piante in questione avviene con criterio e non come spesso accade mediante automedicazione.

Fonte Pubmed: DIJKSTRA K1, PIETERSE ME, PRUYN A. Stress-reducing effects of indoor plants in the built healthcare environment: the mediating role of perceived attractiveness. Prev Med. 2008 Sep;47(3):279-83. doi:  10.1016/j.ypmed.2008.01.013. Epub 2008 Jan 26