Nei giorni passati, abbiamo visto come il Presidente dell’Istituto superiore di Sanità Walter Ricciardi, a seguito dell’esposizione della targa “Ambulatorio omeopatia ginecologica e oncologica” in un ambulatorio della Asl di Lucca, abbia espresso le sue perplessità a tal riguardo, chiedendosi come fosse possibile che una regione seria come la Toscana permettesse una cosa del genere. Ai dubbi e alle accuse di Ricciardi risponde il vicepresidente della Commissione Sanità del Senato Romani, il quale non si dimostra per niente stupito delle dichiarazioni fatte dal presidente dell’Iss: non è la Toscana ad esser più seria delle altre regioni così come non sono gli USA e la Francia migliori perché hanno riconosciuto che alcune discipline terapeutiche non hanno valenza scientifica. Si tratta solo di alcuni dottori toscani, di alcuni amministratori e presidenti degli ordini dei medici della Toscana che si sono visti ed hanno deciso insieme di sperimentare e testare soluzioni terapeutiche innovative tra cui l’integrazione tra fitoterapia, agopuntura, omeopatia e medicina interna, ginecologia, oncologia e medicina generale. Tutto ciò ha reso la Toscana una delle regioni maggiormente all’avanguardia di questo settore e ha fatto in modo che i pazienti apprezzassero via via sempre di più questa scelta di percorso terapeutico. I giudizi sono così positivi che sono molte le regioni che si sono ispirate alla Toscana ed hanno deciso di seguire l’esempio dell’ambulatorio pubblico di Lucca, diretto dal dott. Elio Rossi.
Quello che sta cercando di fare il presidente dell’Iss è censurare un dibattito concernente le Medicine Non Convenzionali in luoghi istituzionali; basti pensare alla revoca dell’autorizzazione richiesta al Presidente Pietro Grasso riguardo la realizzazione in Senato del Convegno del 19 settembre 2016 sulle MNC. Probabilmente il presidente Ricciardi non si ricorda di quando, nel 2000, l’Iss ha destinato molte risorse a determinati studi che riguardavano il progetto finanziato dal Ministero della Salute dedicato a omeopatia ed agopuntura.
La cosa che fa pensare è che a scatenare le ire del presidente dell’Iss sia stata una targa presente da più di 20 anni in un ambulatorio dove non viene praticata la medicina difensiva e dove nessun paziente ha ancora mai esposto denuncia per malasanità.
In Toscana ce ne sono diversi di ambulatori di questo genere, sebbene non ci siano targhe esposte. La differenza, difatti, non è data dalla targa ma dal personale che lavora in quel posto e dai pazienti che decidono di farsi seguire durante un momento difficile e delicato della loro vita. Questi pazienti hanno sì delle ricette che prescrivono rimedi omeopatici o fitoterapici ma al contempo possono affidarsi ad un medico che si prende cura di loro e li considera non solo come una mera patologia bensì come persone; la nostra fortuna è che di medici così ce ne sono tantissimi e non solo nel Centro Italia.
Questa è la ragione che lo ha spinto ad entrare in Parlamento, sperando di fronteggiare e contrastare le varie ingiustizie ed iniquità che non riguardano esclusivamente i pazienti che si curano con le Medicine Non Convenzionali; fra tutti ricordiamo la sua battaglia contro il traffico di organi prelevati da persone viventi o la sua lotta per estendere l’opportunità di cura a tutti i pazienti affetti da epatite c. Si tratta di tematiche che vedono come perno centrale il paziente e l’esser ricorso all’Omeopatia, alla Fitoterapia e alla Medicina Tradizionale lo ha di certo solo aiutato ad aprire la propria mente verso una nuova concezione della medicina, una concezione olistica che vede l’uomo nella sua totalità ed integrità e non semplicemente come una malattia o un sintomo da curare. Ha proposto in Cassazione un ddl (di iniziativa popolare) riguardante le Medicine Tradizionali, Non Convenzionali e Complementari ai sensi dell’articolo 71 della Costituzione. Dovranno raccogliere minimo un milione di firme altrimenti la raccolta non verrà presentata in Senato: contro ogni tipo di censura, a favore della democrazia.
La cosa che fa pensare è che a scatenare le ire del presidente dell’Iss sia stata una targa presente da più di 20 anni in un ambulatorio dove non viene praticata la medicina difensiva e dove nessun paziente ha ancora mai esposto denuncia per malasanità.
In Toscana ce ne sono diversi di ambulatori di questo genere, sebbene non ci siano targhe esposte. La differenza, difatti, non è data dalla targa ma dal personale che lavora in quel posto e dai pazienti che decidono di farsi seguire durante un momento difficile e delicato della loro vita. Questi pazienti hanno sì delle ricette che prescrivono rimedi omeopatici o fitoterapici ma al contempo possono affidarsi ad un medico che si prende cura di loro e li considera non solo come una mera patologia bensì come persone; la nostra fortuna è che di medici così ce ne sono tantissimi e non solo nel Centro Italia.
Questa è la ragione che lo ha spinto ad entrare in Parlamento, sperando di fronteggiare e contrastare le varie ingiustizie ed iniquità che non riguardano esclusivamente i pazienti che si curano con le Medicine Non Convenzionali; fra tutti ricordiamo la sua battaglia contro il traffico di organi prelevati da persone viventi o la sua lotta per estendere l’opportunità di cura a tutti i pazienti affetti da epatite c. Si tratta di tematiche che vedono come perno centrale il paziente e l’esser ricorso all’Omeopatia, alla Fitoterapia e alla Medicina Tradizionale lo ha di certo solo aiutato ad aprire la propria mente verso una nuova concezione della medicina, una concezione olistica che vede l’uomo nella sua totalità ed integrità e non semplicemente come una malattia o un sintomo da curare. Ha proposto in Cassazione un ddl (di iniziativa popolare) riguardante le Medicine Tradizionali, Non Convenzionali e Complementari ai sensi dell’articolo 71 della Costituzione. Dovranno raccogliere minimo un milione di firme altrimenti la raccolta non verrà presentata in Senato: contro ogni tipo di censura, a favore della democrazia.
La fonte: Quotidiano Sanità