mindfulness meditazione contro le emozioni negative saluteSiamo sempre più stressati a causa degli impossibili ritmi che la nostra vita quotidiana e soprattutto lavorativa ci impone, la stanchezza sia fisica che mentale inizia piano piano a logorarci e non sappiamo come fare. Bene, la meditazione mindfulness potrebbe essere la soluzione ai nostri problemi. Negli Stati Uniti d’America è praticata da oltre 20milioni di persone e gli Italiani che decidono di rilassarsi per qualche ora dedicandosi a questa tecnica orientale aumentano di anno in anno. La novità, però, è rappresentata dalla nuova versione proposta dal maestro americano Gregory Kramer, il quale ha sviluppato un tipo di meditazione che si può fare in coppia e che aiuta a ridurre i sintomi da stress, l’ansia ed è estremamente consigliata per la prevenzione di un determinato tipo di patologie.
Fabio Giommi, istruttore dell’Associazione italiana per la mindfulness e psicoterapeuta, racconta la mindfulness come un vero e proprio viaggio interiore che l’individuo deve fare per riscoprire se stesso e ciò che i ritmi sempre più frenetici hanno fatto sì che si dimenticasse; proprio per questo, già solo dopo alcune settimane, è possibile intravedere i primi benefici. Si tratta di una pratica che riesce a farci analizzare le nostre emozioni più profonde senza che queste riescano a prendere il sopravvento su di noi; viene sempre più utilizzata anche in ambito aziendale e scolastico, per evitare che i lavoratori/studenti perdano il controllo e si lascino travolgere da emozioni negative.
La parola mindfulness, in italiano consapevolezza, traduce il termine Vipassana, il nome in lingua pali di un’antica tecnica di meditazione buddista. E’ stato il ricercatore americano John Kabat Zinn ad analizzare le antiche tecniche meditative da un punto di vista prettamente scientifico, ricavandone protocolli la cui validità è stata comprovata in termini sperimentali. Lo studioso americano ha iniziato il suo percorso con la meditazione durante la sua carriera universitaria al Mit ed ha deciso, una volta sperimentati in prima persona i benefici che ne derivavano, di esportarla in un ambiente di per sé carico di sensazioni negative, sofferenza ed ansie, le strutture ospedaliere. Ecco che nel 1979 viene definito il primo protocollo MBSRMindfulness Based Stress Reduction, che consiste in delle sedute dalla durata di 8 settimane, la cui efficacia è stata dimostrata da svariati studi scientifici. Oggigiorno, si ricorre a questo protocollo per combattere lo stress, l’ansia, per controllare l’ipertensione e per trattare anche problematiche che influiscono negativamente sulla nostra qualità della vita, come il fumo e il sovrappeso.
Una recente ricerca pubblicata su una delle più rinomate riviste del settore, Nature Reviews Neuroscience, afferma che praticare con costanza la mindfulness non solo migliora l’attività cerebrale ma interviene persino sulla struttura stessa del cervello, incrementando il livello di materia grigia nelle zone correlate al controllo delle emozioni, alla memoria e all’identità. Per queste ragioni, stando a quanto affermato da alcuni studi, la meditazione avrebbe persino le capacità di prevenire delle tipologie di malattie neuro-degenerative come le demenze.
Attualmente si tratta di un mezzo che permette alla persona di stare meglio e vivere con maggiore tranquillità; possono praticarla tutti, indipendentemente da quale sia l’età, e viene raccomandata una maggiore cautela solo per coloro che soffrono di disturbi dissociativi. Per il resto, rimane solo da scegliere quale tipologia è più consona per il nostro spirito e per il nostro corpo: dalla mindfulness classica a quella di coppia, passando per i corsi MBSR contro lo stress. Ciò che viene richiesto è solo costanza ed impegno, i benefici non saranno immediati ma noterete sin da subito dei progressivi miglioramenti.

La fonte: La Repubblica

 

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