Per la serie l’universo è una realtà olografica e frattale, la NASA ha dato l’annuncio di aver individuato un pianeta estrementente simile alla Terra seppur più grande e vecchio nella costellazione del Cigno, durante la missione Kepler iniziata 4 anni fa.
Il pianeta “cugino” è stato chiamato Kepler-452B e , come la Terra, ruota intorno ad una stella molto simile al Sole.
A trovarlo è stato il famoso supertelescopio Kepler lanciato in orbita nel 2009 con lo scopo di individuare stelle lontane, simili al sole, con i loro pianeti orbitanti, anche per rispondere all’annosa questione “Siamo soli nell’universo?”. Il telescopio ha però subito un danno nel 2013 ed ha quindi dovuto essere ritirato dalla missione, ma i suoi miliardi di dati raccolti sono in continua analisi dagli scienziati della NASA che li confrontano anche con quelli raccolti dal telescopio Hubble.
“Questa scoperta e l’introduzione di altri 11 nuovi piccoli candidati pianeti nella zona abitabile segnano un’altra pietra miliare nel cammino per trovare un’altra Terra”, ha annunciato la Nasa. “La nuova scoperta di Kepler-452b – aggiunge la Nasa – mette in luce il più piccolo pianeta finora scoperto in orbita nella ‘zona abitabile’, la zona intorno ad una stella di tipo G2, come il nostro Sole, dove l’acqua liquida potrebbe raccogliersi sulla superficie di un pianeta orbitante, e di una stella”.
Alessandro Sozzetti, ricercatore dell’INAF-Osservatorio Astrofisico di Torino specifica che “Nonostante abbia concluso l’acquisizione di dati scientifici ormai da un paio di anni, la missione Kepler continua a riservare nuove eccitanti sorprese!” . “Tra i candidati pianeti transitanti individuati dall’ultima analisi dei dati della missione, Kepler-452b non si trova solamente alla distanza giusta, ma è stato finalmente individuato attorno a una stella davvero vicina come caratteristiche al nostro Sole. In termini di somiglianza alla nostra Terra, Kepler-452b batte Kepler-22b, il primo ‘gemello’ del nostro pianeta scoperto da Kepler quattro anni fa. La procedura di validazione dei dati Kepler sfortunatamente permette solo di verificare che l’oggetto non è un ‘impostore’ (o falso positivo) e di determinarne con precisione il raggio. Per comprendere esattamente quale sia la sua composizione, e finalmente stabilire se sia davvero un pianeta di tipo roccioso come la nostra Terra, è necessaria una misura della sua massa (che combinata con una misura del raggio dà accesso a una stima della densità dell’oggetto), che può avvenire solo indirettamente misurando le variazioni periodiche nel moto stellare indotte dal pianeta. Per Kepler-452b, l’ampiezza di tale moto è probabilmente dell’ordine di 10 cm/s, un ordine di grandezza inferiore allo stato dell’arte (1 m/s) oggi raggiunto con strumenti quali quello dell’INAF HARPS-N sul Telescopio Nazionale Galileo. La misura effettiva della massa di Kepler-452b è quindi un obiettivo non semplice da realizzare! Richiederà innovazioni tecnologiche per spingere la precisione delle misure ben oltre i limiti odierni. Ulteriori vantaggi potranno venire nel decennio futuro dalla possibilità di individuare pianeti transitanti come Kepler-452b ma attorno a stelle più brillanti e più vicine al nostro Sole rispetto a quelle osservate da Kepler, che verrà fornita dalla missione PLATO di ESA, il cui lancio è previsto nel 2024″.
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