I ricercatori del Consorzio COVERAGE (China Oxford and VCU Experimental Research on Genetic Epidemiology) in collaborazione con l’Università di Oxford, la Fudan University in Cina, lo Hua Shan Hospital a Fudan e la Virginia Commonwealth University (VCU) hanno effettuato una ricerca incentrata sulle basi genetiche della depressione.

Lo studio è stato poi pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica “Nature“.

La depressione è una malattia che può essere generata da diversi fattori e si può manifestare con diversi livelli di gravità, al punto che spesso èmstato discusso se considerarla come un’unica malattia o più malattie differenti. La depressione maggiore, in particolare, è quella che risulta avere correlazioni genetiche più marcate e, per rilevarlo, i ricercatori si sono concentrati su un campione di 5000 donne cinesi di cui hanno concentrato il genoma con quello di altrettante donne sane.

I ricercatori hanno definitivamente identificato due regioni in cui i cambiamenti genetici, o varianti, sono apparsi associati alla depressione maggiore: una vicino al gene SIRT1 e l’altra in un introne (una regione che non codifica per alcuna proteina) del gene LHPP. Quest’ultimo gene era già stato sospettato di avere un ruolo nello sviluppo della depressione maggiore in seguito a una  ricerca su popolazioni Ashkenazi  e dello Utah.

La sorpresa invece deriva dal fatto che il gene SIRT1 non era mai stato sospettato di avere alcuna correlazione con la depressione ed infatti si conosceva solo la sua funzione di regolazione dell’attività mitocondriale.

Il Dott. Patrick F. Sullivan, psichiatra e statistico medico all’Università del North Carolina  e al Karolinska Institut di Stoccolma, in merito a questa ricerca insiste che i risultati vadano comunque presi con calma, dal momento che le differenze genomiche riscontrate potrebbero essere dovuto solo alle differenti persone coinvolte nello studio, come campioni e come pazienti. 

 

Per approfondire

Le Scienze

Gli studi

http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature14659.html

http://www.nature.com/nature/journal/vaop/ncurrent/full/nature14635.html

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