I ricordi di esperienze passate positive aiutano a sopperire momenti di depressione. Uno studio condotto da Massachusetts Institute of Technology a Cambridge e pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica Nature ha dimostrato che è possibile annullare stati depressivi attivando in modo artificiale i neuroni, in cui viene immagazzinate e memorizzata l’informazione legata ad esperienze positive.
L’esperimento è stato condotto su cavie da laboratorio sottoposte ad una condizione di stress per 10 giorni. Trascorso questo intervallo di tempo negli stessi sono stati attivati neuroni precedente etichettati con l’esperienza positiva. Tecniche di optogenetica hanno permesso di “etichettare” con molecole sensibili alla luce una specifica popolazione di cellule neuronali che è considerata il substrato neurologico dei ricordi ed è connessa ad esperienza positive.
I ricercatori hanno individuato tre diverse popolazioni di neuroni del giro dentato, una sottoregione dell’ippocampo delle cavie. Si tratta di popolazioni neuronali associate ad altrettante esperienze di diversa valenza ossia di valenza positiva, neutra e negativa.
I risultati dimostrano che solo attivando i neuroni collegati ad esperienze positive le cavie superano lo stress e la depressione, le loro condizioni non cambiano se si attivano i neuroni collegati ad esperienze neutre e peggiorano se si riattivano quelli connessi all’esperienza negativa.
Concludendo ciò trova ripercussioni anche nell’essere umano. Il ricordo di un’esperienza positiva nell’uomo è, infatti, in grado di cambiare l’umore passando da stati depressivi a stati nostalgici. Si badi bene al fatto che ciò trova riscontro solo nelle persone non colpite da una depressione di significato clinico, come sottolineano gli autori. In persone con depressione grave il ricordo di esperienze passate positive non apporta alcun beneficio.
Per approfondire: Le Scienze
Lo studio: Nature