Di questi tempi si sente parlare spesso di vita sana e stile di vita equilibrato. Niente eccessi, alimentazione corretta, stile di vita salutare. Ebbene, la risata è un ottimo coadiuvante in questo. Ridere per almeno 10 minuti al giorno allungherebbe la vita. Ippocrate sosteneva che la risata fosse la panacea di ogni male.
Oggi si parla di una vera e propria “terapia del sorriso”, quella che aiuta non solo i malati a vivere meglio, ma fornisce anche un aiuto quotidiano in termini di miglioramento della respirazione, dell’ossigenazione, della circolazione, riducendo stress e stato ansiogeno.
Una risata da sola migliora dunque corpo e mente, ma anche il rapporto con gli altri e la fiducia in sé stessi, specie nel lavoro.
Ce lo conferma l’indagine compiuta dalla Loma Linda University, in California, pubblicata da Nature, evidenziando come le beta-endorfine, responsabili di alleviare la depressione, aumenterebbero del 27% visionando un filmato comico.
Addirittura, questo elogio alla risata è stato premiato istituendo una Giornata Mondiale della Risata, il 7 Maggio, quando a tutti noi verrà ricordato che anche il nostro sistema immunitario beneficia di un ampio ricorso al ridere: ebbene sì, aumentando il tempo speso a ridere, il corpo sarà meno incline ad ammalarsi.
Contrariamente, la psiconeuroimmunologia dimostra che tutte le emozioni negative quali ansia, depressine e rabbia, tendono ad indebolire il nostro organismo.
Anche la Medical Research Council Cognition and Brain Sciences Unit di Cambridge si è dilettata in una speculazione sul potere della risata.
Secondo gli scienziati inglesi, imparare i meccanismi con cui lo humor agisce sul cervello potrebbe additirrua essere un modo per aiutare quei pazienti in stato vegetativo tramite la nascita di emozioni positive in loro.
A Cambridge sono stati a tal proposito analizzati i dati di dodici pazienti, grazie all’aiuto di uno scanner.
Analizzati mentre con delle cuffie ascoltavano battute divertenti e frasi ordinarie, gli scienziati hanno visto che i centri del piacere nel cervello si attivavano con intensità maggiore nel momento delle frasi comiche.
Mappare le reazioni del cervello alle battute umoristiche ha permesso anche di comprendere come venga sviluppato il linguaggio nel cervello. Come ha spiegato Matt Davis, appartenente al gruppo di ricerca, di questo passo, si potrebbe arrivare a fornire degli strumenti di comunicazione alternativi a quelle persone che normalmente non possono parlare
Del resto, senza neppure il bisogno di spingerci troppo lontano, pensiamo solo per un attimo alla Clownterapia, ed a come senz’altro il buon umore che i volontari trasmettono durante il tempo in cui sfoggiano nasi rossi e parrucche, vada ad innegabile vantaggio del processo di auto-guarigione dei più piccoli e non.
Il titolo dell’articolo è ripreso da una citazione dello scrittore e giornalista Curzio Malaparte 1898-1957
Fonti: MRC Cogntion and Brain Sciences Unit, Informasalus, Brain – a journal of Neurology, Loma Linda University