Osteopatia: la soluzione al bruxismo

Osteopatia: la soluzione al bruxismo

2018-03-19T18:41:28+00:00 28 giugno 2017|
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denti c 495x318Avete presente quelle persone che durante il sonno digrignano i denti senza neppure rendersene conto? Quel fenomeno si chiama bruxismo e si presenta solitamente durante la notte in modalità involontaria, coinvolgendo i muscoli facciali della masticazione, che si contraggono provocando uno sfregamento dei denti.
A volte può capitare che al risveglio chi ne soffre accusi una cefalea oppure avverta una sensazione di dolore tra mandibola e denti, e specialmente questi ultimi nel tempo subiscono un progressivo consumo legato proprio al fenomeno dello sfregamento inconsapevole, fino a giungere a casi estremi e ben più gravi in cui l’osso alveolare si usura provocando anche problematiche serie alle gengive.

Trattandosi di una manifestazione involontaria, è il dentista che di solito mette al corrente il paziente di questo suo disturbo.
Esistono diverse classificazioni di questo comune fenomeno, quella più basica riguarda la suddivisione tra bruxismo primario e secondario: il primo è provocato da tensioni o stress, ma generalmente si verifica senza l’evidenza di cause apparenti, mentre il secondo è dovuto dall’assunzione di antipsicotici, farmaci antidepressivi oppure droghe, e reitera il fenomeno anche quando l’interessato è sveglio.
Un’altra classificazione valida è quella che distingue fra serramento o bruxismo statico, caratterizzato da contrazioni inconsce che si presentano generalmente durante il giorno, e digrignamento o bruxismo dinamico, che è appunto tipico delle ore notturne.
Eventuali malformazioni anatomiche della mandibola possono influire sull’insorgenza del fenomeno, così come l’eventuale mal occlusione e una certa predisposizione genetica.
Al momento, i Medici Dentisti consigliano il ricorso ad un byte che consente di isolare la parte dentale superiore da quella inferiore per inibire il contatto e dunque il conseguente sfregamento.
Ma per correggere il bruxismo, un importante aiuto arriva anche dalla terapia osteopatica, a completo supporto di quella odontoiatrica.

Rientrando nelle discipline Olistiche, dove cioè il paziente-persona è considerato nella sua totalità e dove sintomi e patologie non sono mai eventi isolati, l’Osteopatia riesce ad intervenire ad esempio sul problema della cattiva occlusione dentale tramite la manipolazione dell’area cranio-sacrale, dell’apparato masticatore e sul tratto cervicale della colonna vertebrale, agendo positivamente anche sulle condizioni di stress che incidono fortemente sul digrignamento notturno dei denti

Soprattutto, sarà fondamentale lavorare su tutta l’ampiezza del cranio, favorendo a poco a poco il ripristino dell’equilibrio armonico delle ossa e della loro relazione con l’articolazione temporo-mandibolare.
In generale comunque, sono diverse le patologie per le quali l’Osteopatia può porsi come ottimo coadiuvante insieme all’Odontoiatria: dolori alla mascella, problematiche all’articolazione temporo-mandibolare, affaticamento durante la masticazione, problemi ortodontici, e diverse altre.
I sintomi da tenere sotto controllo per capire se si potrebbe aver bisogno dell’Osteopata sono i seguenti: dolore al viso, senso di costrizione alla bocca, cefalea, sinusite, dolore alla cervicale, fischi nelle orecchie, etc.

Fonti: TCIO Milano Istituto di Osteopatia, TopDoctors, Osteopata.com, Fisio-sergi.it

 

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