Pet Therapy: gli animali rallentano il declino cognitivo degli anziani

Pet Therapy: gli animali rallentano il declino cognitivo degli anziani

2017-10-03T14:07:59+00:00 3 ottobre 2017|
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pet-therapy-anziani-animali-benefici-saluteAvere un animale domestico di cui prendersi cura rappresenta un valido supporto per le persone sole ma quello che ci si chiede è se in età più anziana questi benefici possano essere minori rispetto agli impegni che invece ciò comporterebbe. Gli studi a tal riguardo sono numerosissimi e tutti sembrano essere giunti ad un’unica conclusione: accudire e prendersi cura di un animale a quattro zampe rallenterebbe il declino cognitivo degli anziani, arrecando benefici tanto sulla salute fisica quanto su quella psicologica.

Accudire un cane non solo allontana lo spettro della solitudine, ai giorni d’oggi sempre più causa di preoccupazione e malessere per le persone più in là con l’età, ma comporta una serie di benefici dovuti al fatto che avere un impegno quotidiano rappresenti un modo per tenersi occupati, svolgendo e ricordandosi mansioni ogni singolo giorno. Giuseppe Alfredo Iannoccari, docente in neuropsicologia alla Statale di Milano e presidente dell’associazione Assomensana, spiega che, dal punto di vista intellettivo e cognitivo, avere con sé un animale aiuta a tenere la propria mente costantemente allenata e vigile, con un focus particolare sulle capacità di attenzione, sulle abilità di esecuzione, che consistono nel programmare ed organizzare i compiti giornalieri, sulla capacità mnemoniche verbali, che comprendono i nomi dei prodotti o farmaci che servono per la cura quotidiana dell’animale a quattro zampe, sulla memoria prospettica, vale a dire la capacità di prefissarsi e portare a termine impegni futuri, e, per terminare, sulla capacità di gestire le proprie emozioni in relazione con quelle che sono tipiche degli esseri animali e che sono completamente diverse dalle nostre. Si tratta di uno stimolo continuo a cui la mente dell’individuo viene continuamente sottoposta e ciò non può che comportare grandi benefici in termini di allenamento psico-fisico.
Solo in Italia si contano 60 milioni di animali domestici all’interno delle case degli Italiani, di cui 7 milioni sono cani e 7,5 milioni sono gatti; l’accoppiata animale-anziano sembra funzionare perfettamente, ma è necessario prestare le giuste attenzioni alle necessità di entrambi. Basti pensare al fatto che un cucciolo animale ha una vitalità molto più elevata rispetto ad un anziano che potrebbe riscontrare così delle difficoltà nella sua gestione quotidiana. In casi come questo, è forse più idoneo prendere con sé, dai vari canili presenti sul nostro territorio, cani di età più adulta.
Un altro studio, pubblicato su Veterinary records del British Medical Journal, rivela che accudire un animale ammalato (specie se questo è oramai parte integrante della famiglia) può generare i medesimi problemi di ansia o depressione che possono riscontrarsi nelle persone che si prendono cura di pazienti umani. Ancora una volta viene dimostrato come l’empatia che si crea tra esseri umani ed animali influisca di molto sullo stato di salute psico-fisica di entrambi e, in caso di persone anziane, può rappresentare un ottimo modo per tenersi costantemente in forma, sia dal punto di vista cognitivo che fisico.

La fonte: La Stampa

 

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