L’ ISPRA, (Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale), ha recentemente pubblicato un nuovo Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque del 2014 in cui si evidenzia come nonostante la vendita di pesticidi sia diminuita, nelle acque italiane sono state registrate 175 diverse sostanze, in alcune rilevazioni fino a 36 contemporaneamente. 

Non sono ancora determinati gli effetti che questo miscuglio chimico comporta sulla salute umana e quella degli ecosistemi naturali, ma quello che è certo è che a lungo andare queste sostanze possano influire negativamente sul nostro organismo.

 

Tra le sostanze maggiormente presenti abbiamo, in superficie, il glisofate, il metolaclor, il triciclazolo, e in profondità il bentazone, il metalaxil, la terbutilazina e la desetil-terbutilazina.

Il luogo dove sono stati rilevati più punti contaminati è la zona della Pianura Padana e Veneta dove tali sostanze sono state identificate in quasi il 57% dei monitoraggi su acque di superficie e nel 31% dei monitoraggi per le acque sotterranee, ma questi dati purtroppo non forniscono un quadro reale della situazione in quanto l’ISPRA non è riuscita a raccogliere i dati provenienti da Calabria e Molise. Questo vuol dire sia che il problema dell’inquinamento delle acque è fin troppo sottovalutato, sia che la situazione potrebbe essere addirittura peggiore di quella annunciata.

Questo allarme è al centro del Tavolo delle Associazioni ambientaliste e dell’agricoltura biologica che si sono riunite per analizzare il Piano di Azione Nazionale (PAN) sull’utilizzo sostenibile dei pesticidi previsto dalla direttiva europea del 2009 e adottato in Italia solo nel 2014.

Secondo i rappresentanti del coordinamento tra 14 associazioni (Aiab, Associazione per l’Agricoltura Biodinamica, FAI, Federbio, Firab, Italia Nostra, Legambiente, Lipu, Slowfood, Touring Club Italiano, Associazione Pro Natura,SIEP, UpBio Wwf), “Il Piano italiano non contiene proposte concrete per tutelare la salute dei cittadini e dell’ambiente.

Purtroppo non ci sarà la riduzione delle sostanze chimiche in uso, ma da novembre 2015 sarà obbligatorio rispettare le prescrizioni contenute sulle etichette degli agrofarmaci.
La speranza è che le multinazionali della chimica smettano di condizionare l’applicazione delle politiche europee nel nostro Paese e e lascino la destinazione di miliardi di euro di soldi pubblici che verranno spesi da qui al 2020 con l’applicazione della PAC, la politica agricola comunitaria.

 

Rapporto ISPRA:

http://asud.net/wp-content/uploads/2015/01/Rapporto-ISPRA-1-1.pdf

Fonte:

http://asud.net/rapporto-ispra-pesticidi-nelle-acque-ditalia/

http://www.informasalus.it/it/articoli/allarme-pesticidi-europa.php

 

 

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