Uno studio dell’Istituto italiano di tecnologia (Iit) di Genova, pubblicato su Nature Medicine ha rivelato come un comune diuretico, il bumetanide, è in grado di migliorare le capacità cognitive delle persone affette da trisomia 21.

Questa scoperta è di fondamentale importanza per migliorare la qualità della vita di queste persone, che ad oggi sono costrette a prendere farmaci importanti o a sottoporsi a continue vaccinazioni.

La ricerca si è basata sul neurotrasmettitore GABA (acido gamma-ammino butirrico), che ha il compito di gestire le comunicazioni tra i neuroni, limitando lo scambio di informazioni.

Nei soggetti affetti da sindrome di Down il GABA funziona al contrario: anziché ridurre il flusso, lo stimola rendendolo eccessivo e sregolato a causa dello squilibrio di un elettrolita, lo ione cloruro. “Squilibrio che però può essere corretto – afferma Andrea Contestabile, uno dei coordinatori del lavoro – riducendo la concentrazione di ione cloruro”.

Come si riduce lo ione cloruro? La ricerca ha dimostrato che è sufficiente un comune diuretico per svolgere il compito che prima era eseguito da farmaci pesanti, in grando di indurre crisi epilettiche nei pazienti.

“L’effetto collaterale maggiore descritto per bumetadine è la riduzione di potassio nel sangue – continua Contestabile – ma è facilmente rimediabile con l’utilizzo di integratori salini”.

La ricerca si è basata su uno studio su cavie animali, ma i risultati sono quantomeno straordinari, infatti: “Sui topi trisomici – racconta Cancedda – la somministrazione di bumetadine ha determinato un completo recupero sia dei processi di memoria che di apprendimento. Con una percentuale vicina al 100 per cento. Un ottimo risultato, anche se parliamo solo di modelli animali”.

La strada è aperta adesso alla sperimentazione sulle persone e ci auguriamo tutti che i risultati ottenuti con gli animali, possano essere brillantemente confermati.

 

Lo studio:

http://www.nature.com/nm/journal/vaop/ncurrent/full/nm.3827.html

La fonte:

http://www.repubblica.it/salute/ricerca/2015/03/18/news/sindrome_di_down_due_nuove_ricerche_italiane-109879950/

 

 

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