Da un progetto nato grazie alla passione e curiosità Daniel Crawford, uno studente dell’Università del Minnesota ed il Goddard Institute of Space Studies della Nasa che ha messo a disposizione dati climatici registrati in 4 regioni a diverse latitudini, è stato possibile convertire l’andamento grafico delle variazioni annuali della temperatura globale media, in note musicali, attraverso un metodo chiamato data sonification.
Il risultato ottenuto è una melodia chiamata “A song of our warming planet (poi trasformata in Planetary bands, warming world)”, in cui ogni nota rappresenta un anno, il periodo musicale rappresenta un ventennio e l’intensità della nota la temperatura (le note basse sono gli anni più freddi, le note alte i più caldi).
Per la realizzazioni è stato coinvolto un quartetto d’archi ognuno di questi rappresenta una fascia diversa del globo.
Il video contenente la melodia ed i commenti dell’artista è visualizzabile da qui.
“Ascoltare la tonalità della composizione che sale è incredibilmente efficace nell’illustrare l’entità del cambiamento climatico. In particolare è da notare il suono del violino associato alla regione artica, che è quella dove il fenomeno di riscaldamento si è verificato più che in qualsiasi altra parte del pianeta.” afferma il Prof. Scott St. George.
“Se le previsioni climatiche per il futuro dovessero risultare corrette, utilizzando la scala che ho creato per le mie composizioni, le nuove note uscirebbero dalle frequenze dell’udito umano.” conclude Daniel Crawford.
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