Uno studio, pubblicato su una delle più rinomate riviste del settore, Memory & Cognition, e condotto dai ricercatori della McGill University di Montreal, in Canada, ha rivelato che ascoltare brani allegri ed incalzanti può far scaturire ricordi piacevoli e felici mentre, al contrario, ritmi malinconici e lenti evocano momenti passati poco felici. In breve, dal loro test si è evidenziato come l’intensità ed il ritmo di un brano musicale possono influenzare la memoria umana.
Durante lo studio, i ricercatori hanno chiesto a circa 50 persone di ascoltare con attenzione 32 brani da pianoforte, creati giusto per l’occasione. Ogni melodia aveva una durata di 30 secondi ed apparteneva a gruppi di brani definiti “felici” (il ritmo era incalzante e veloce), “tranquilli” (caratterizzati da un ritmo sì lento ma comunque positivo), “tristi” (l’andamento era lento e pervaso da malinconia) ed infine “paurosi” (il ritmo era incalzante ma negativo). Mentre ascoltavano le melodie, è stato chiesto ai vari partecipanti di evocare ricordi vissuti in prima persona; non appena il ricordo fosse emerso, bisognava premere un tasto del pc e trascriverlo immediatamente. Gli studiosi presenti analizzavano il tempo necessario a far scaturire i ricordi, le sensazioni che erano associate a quei momenti e soprattutto quanto quei ricordi fossero nitidi.
Una volta finito il test, i ricercatori hanno evidenziato sin da subito come i ricordi dei partecipanti venissero evocati con più facilità durante l’ascolto di un brano “felice” e, in aggiunta, hanno sottolineato l’esistenza di una relazione tra la tipologia di melodia ascoltata ed il genere di memorie scaturite. Nello specifico, hanno rilevato come ascoltare brani “felici” e “tranquilli” possa far generare ricordi positivi e piacevoli mentre brani “paurosi” e “tristi” potessero innescare ricordi di eventi spiacevoli e per niente positivi.
La fonte: La Repubblica