I bambini malati di cancro non devono affrontare e combattere solo la malattia in sé ma tutti i giorni hanno a che fare con le conseguenze della patologia, dall’affaticamento all’abbandono delle loro attività quotidiane e dei loro affetti/amici, dagli effetti collaterali dovuti alla cure oncologiche al dover affrontare tematiche come la morte, l’incertezza del futuro e lo stress. Questi sentimenti di ansia e stress, sebbene condivisi con le loro famiglie, compromettono certamente lo stato di benessere psico-fisico generale e lo stato emotivo futuro, se si pensa che nell’80% dei casi, chi si ammala di determinati tipi di tumore in età adolescenziale tende a sopravvivere.
L’Oncology Section of the American Physical Therapy Association ha condotto un esame su circa 20 pazienti di età compresa fra gli 8 ed i 19 anni che ha dimostrato come lo yoga, se praticato durante la fase di trattamento oncologico nei pazienti più piccoli, può essere di aiuto per migliorare la qualità della vita e per supportarli nell’affrontare le terapie previste.
Gli esperti che hanno condotto la ricerca, vale a dire gli oncologi pediatri del Connecticut Children’s Medical Center di Hartford, hanno affermato che gli studi pisco-oncologici concernenti i bambini sono sempre più numerosi ma fino ad ora hanno riguardato coloro che ce l’hanno fatta, che hanno sconfitto il male. Quello di cui ancora sappiamo poco riguarda i pazienti che stanno ancora lottando contro il cancro e gli effetti che derivano da pratiche di riabilitazione che prevedono del movimento (soprattutto a causa dei limiti fisici che determinati tipi di tumore o terapie creano nei bambini o negli adolescenti). Gli studiosi affermano che il loro test conferma le proprietà benefiche dello yoga durante la fase di trattamento e che la disciplina orientale migliori di molto la qualità della vita dei piccoli pazienti e delle famiglie che li seguono durante questo difficile percorso. Sono stati eseguiti due studi, il primo, il preliminare, valutava le aspettative e l’interesse che un gruppo di 20 bambini affetti da glioblastoma al medulloblastoma aveva verso lo yoga ed i vari limiti fisici; il secondo, invece, valutava gli effetti reali della disciplina orientale. Questo studio pilota coinvolgeva una parte dei pazienti coinvolti nello studio preliminare e prevedeva 4 sessioni di yoga per ben 8 settimane. Alle lezioni partecipavano sia i bambini affetti dal cancro che i loro familiari e gli insegnanti erano tutti qualificati ed abilitati.
i risultati, sebbene il numero del campione preso in esame sia ancora troppo piccolo, hanno dimostrato la soddisfazione sia dei bimbi che dei loro genitori, i quali hanno dimostrato un netto miglioramento della qualità della vita sia sociale che emozionale. I percorsi di cura alternativi e non farmacologici sono estremamente importanti nella gestione di problematiche legate alla malattia e che concernono fattori di elevata importanza come lo stress e la gestione del dolore; tecniche di gioco, rilassamento, realtà virtuali e qualsiasi tipo di approccio non convenzionale astrae il paziente dalla realtà in cui si trova, riducendo il livello di stress e la percezione del dolore, aiutando così il bambino a ripristinare un equilibrio psico-fisico andato perso con il sopraggiungere della patologia e l’inizio della terapia. Ovviamente è necessario valutare i limiti fisici imposti ad alcuni pazienti dalla malattia; basti pensare ai tumori ossei, dove la presenza di esperti riabilitativi è fondamentale così come il rapporto di fiducia che si andrà ad instaurare fra gli operatori sanitari e le famiglie dei bambini.
La fonte: Repubblica