tai chiLa lombalgia è un problema con cui tantissimi Italiani sono costretti a convivere e che riguarda la colonna vertebrale; è il tipo più classico di mal di schiena che coinvolge soprattutto uomini e donne di età compresa tra i 40 ed i 50 anni e che colpisce almeno una volta nella vita l’80% degli Italiani.
Sebbene la problematica sia estremamente diffusa, il percorso terapeutico da seguire continua a creare numerosi dubbi; negli Stati Uniti, per esempio, sono state indicate le nuove linee guida dell’American College of Physicians che hanno portato in una nuova direzione le vecchie indicazione terapeutiche per risolvere questo disturbo: non sono più previsti i farmaci ed il riposo (a condizione che il dolore sia cronico) bensì lezioni di yoga, tai chi, massaggi manuali ed attività sportiva costante. In realtà queste nuove linee guida criticano l’utilizzo di due farmaci fino ad ora considerati una trattamento fondamentale per la lombalgia, stiamo parlando del paracetamolo e degli oppiacei. Si tratta di un vero e proprio passo in avanti per la medicina statunitense che tende, con estrema facilità, a ricorrere a farmaci così da rimettere in condizione il paziente nel più breve arco di tempo possibile, senza dover rinunciare quindi alla produttività. Gli oppiacei, per esempio, in Europa ed in Italia, non sono mai stati considerati un trattamento di prima linea bensì come l’ultima spiaggia qualora i rimedi consigliati si rivelassero inutili.
Ora le terapie consigliate sono dunque cambiate; basta ai farmaci per la lombalgia acuta o subacuta (il dolore si protrae dalle 4 alle 12 settimane) e sì all’agopuntura, alla manipolazione spinale, ai massaggi e alle terapie con il calore. In caso di lombalgia cronica, si può persino ricorrere d attività fisiche come lo yoga, il tai chi, le tecniche di riduzione dello stress e via dicendo. Qualora queste terapie considerate più soft non lascino intravedere segnali di miglioramento, allora è possibile ricorrere ai farmaci, in particolare i fans, vale a dire i farmaci anti infiammatori non steroidei, come l’ibuprofene. Se anche con i fans non si riscontrano benefici allora sarà possibile richiedere oppiacei. Ecco che il cambiamento è radicale e rappresenta una mutazione anche nella mentalità degli Americani, che fino ad ora non si rendevano conto del pericolo rappresentato dall’abuso di farmaci oppiacei.
Per ciò che concerne le linee guida italiane, queste risultano estremamente simili a quelle americane: si ricorre ai fans solo se necessario e per  lombalgie croniche viene consigliata l’attività fisica che diminuisce l’infiammazione e tonifica i muscoli necessari per l’ammortizzazione della colonna vertebrale. Ciò che è importante è comprendere sin da subito davanti a quale problema ci troviamo; la lombalgia, difatti, può essere causata da una semplice contrattura come, nei casi più gravi, dalla presenza di un tumore. Fondamentale, quindi, è il colloquio con il proprio medico di fiducia che nei casi più particolari e complessi dovrà indirizzarci dagli specialisti del settore. Per quanto concerne le terapie alternative, sono tutte consigliate fino a quando si rivelano efficaci ed utili. Bisogna, difatti, saper distinguere le problematiche con sviluppi favorevoli da quelle con sviluppi sfavorevoli. Nel primo caso, i disturbi si risolveranno con il tempo quindi qualsiasi terapia, dal tai chi allo yoga, dall’agopuntura ai massaggi manuali, risultano idonee. Nel caso di patologie con sviluppi non favorevoli, invece, sarà necessario intervenire chirurgicamente per risolvere il problema.

La fonte: Repubblica

 

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