Vaccini: da 12 a 10? Al voto domani

Vaccini: da 12 a 10? Al voto domani

2017-07-03T13:47:44+00:00 3 luglio 2017|
  • vaccini lorenzin modifiche

vaccini lorenzin modificheIl 30 Giugno, la Senatrice Patrizia Manassero ha presentato in Commissione Igiene e Sanità presso il Senato un emendamento che di fatto “alleggerirebbe” il peso complessivo di quanto inizialmente previsto dal Ministro Lorenzin nel Decreto relativo all’obbligatorietà dei vaccini. La proposta è quella di ridurre il numero di inoculazioni coattive, passando da 12 a 10, introducendo anche la possibilità di rivalutare la sussistenza o meno delle condizioni a supporto dell’obbligatorietà dopo 3 anni dall’entrata in vigore della Legge, ed un minor impatto delle sanzioni per quei genitori che non rispettano il Decreto. 

Nel dettaglio, secondo questa nuova direzione, l’Antimeningococco di tipo B e di tipo C tornerebbero ad essere soltanto raccomandati e non coercitivi ai fini dell’iscrizione a scuola e verrebbe messa in discussione anche la perdita della patria potestà per quei genitori che non vaccinano i propri figli, così come aveva invece inizialmente previsto il Governo. A monte, il tentativo di rendere più flessibile il concetto di obbligatorietà reggente il Decreto.

Resterebbero imposti i 6 vaccini contenuti nell’Esavalente, ovvero Antipoliomelitica, Antidifterica, Antitetanica, Antiepatite B, Antipertosse ed Anti-Haemophilus B, a cui si aggiungerebbero le inoculazioni contro Morbillo, Rosolia, Parotite e Varicella, ma per queste ultime 4 l’emendamento prevede un’imposizione a tempo, ovvero una successiva verifica volta ad accertare il livello di copertura che, qualora ottimale dopo 3 anni dall’entrata in vigore della Legge, porterebbe ad una sospensione della loro obbligatorietà.
L’Antimeningococco di tipo B e di tipo C invece tornerebbero fin da subito ad essere solo raccomandate, visto che al momento non sussiste situazione epidemica tale da richiedere una immunizzazione collettiva. L’emendamento sarà messo a votazione domani, martedì 4 Luglio.
Tra tutti gli emendamenti presentati in queste settimane in Commissione, sembra comunque esserci una certa convergenza rispetto alla cancellazione del rischio di perdita della patria potestà, e soprattutto sul ridimensionamento delle sanzioni, il che fa ben presagire sull’opportunità di poter davvero ridimensionare i contorni del Decreto Lorenzin.

Nel frattempo, parte nel Lazio un primo progetto pilota che vede la collaborazione tra la ASL di Frosinone e l’Ufficio Scolastico Regionale, secondo il quale l’Azienda Sanitaria Locale invierà in automatico alle scuole i certificati relativi alle vaccinazioni effettuate da parte dei bambini iscritti. Trattasi di un progetto a futura estensione in tutto il Lazio, il cui obiettivo è quello di semplificare l’adozione del Disegno di Legge sull’obbligo vaccinale.

E se il dibattito prosegue a vele spiegate, le proteste non sembrano placarsi: sabato 2 Luglio ad Oristano si è svolta una manifestazione che ha riunito partecipanti provenienti da tutta la Sardegna per dire no ai vaccini obbligatori. Organizzata dal Gruppo Vacci Piano Sardegna, un centinaio di persone ha sfilato esibendo striscioni a favore della libertà di scelta, terminando poi con un sit-in sempre a favore delle libere scelte consapevoli.
E ancora, pochi giorni fa a Trento i comitati no vax hanno riunito un gruppo di circa 300 persone, il quale dopo una manifestazione nel centro della città ha consegnato una raccolta di circa 5.400 firme sottoscritte nella Regione Trentino, affinché il Governo promuova la libertà di scelta in luogo alla coercizione.
Il 28 Giugno, alcune mamme hanno manifestato davanti alla ASL di Via Collodi, a Savona, a favore di una maggiore informazione, consegnando una petizione di circa 600 firme raccolte per chiedere un pubblico incontro sulle vaccinazioni che coinvolga anche esperti dell’Azienda Sanitaria Locale. Precedentemente, quegli stessi genitori avevano già richiesto un incontro della medesima tipologia, senza tuttavia ottenere risposta.
Ma sono tante le città che hanno visto scendere in piazza i propri abitanti contro il Decreto del Governo: a Torino, il Coordinamento Nazionale per la libertà di scelta ha radunato molte mamme dissenzienti; a Milano, lo scorso mese, i genitori si sono dati appuntamento sotto Palazzo Marino: erano oltre 500.
In nome della libertà di scelta, consenziente e soprattutto informata.

 

Fonti: Il Messaggero, Il Mattino, L’ Unione Sarda, La Voce del Trentino, La Stampa, La Repubblica

 

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